Un saluto e un ringraziamento a tutti voi

Carissimi, è l’ultimo post di questo, a mio non modesto avviso, bellissimo blog che per anni, puntualmente, ci ha accompagnati settimana dopo settimana.
Nel salutarvi e ringraziarvi auguro a tutti voi di coltivare l’attitudine alla introversione silenziosa, al fertile ascolto, alla riflessione contenuta, alla esplicitazione di un pensiero masticato, limato da liberare con gioia. La preziosità della parola va protetta. Non è più tempo di cose strillate, perchè siamo diventati sordi, né di condivisioni di emozioni o piccoli fatti, perchè ci annoiano terribilmente, né di monitoraggi minuto per minuto di vite altrui che assorbiamo intossicandoci. Occorre ritirarsi e mirare all’essere. Spero di avervi divertiti e fatto compagnia per un pezzetto di strada. Intendo rinchiudermi nella torre e riprendere a scrivere sistematicamente storie. Perchè non provate anche voi?

Annunci

La vincitrice del concorso di haiku!

Cari lettori, è venuto il momento di proclamare il vincitore del piccolo concorso di haiku.
Grazie per il materiale interessante che mi avete inviato.
Ho scelto l’haiku di Chiara che in poche parole racchiude tanta energia.
Invierò a Chiara i due ebook di Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo e Pieno di luna. E buona lettura!

Ecco l’haiku vincitore!

Gonfiano i miei pantaloni nel vento del nord,
la terra mi parla di me.

chiara

“L’istinto di narrare” di Jonathan Gottschall – recensione

BB_Nuovi Saggi_20Gottschall_LÕistinto di narrare.indd
L’autore dice che per l’uomo raccontare storie è fondamentale, è una questione di vita. Le storie sono illusioni, certo, ma le illusioni positive ci impediscono di disperarci. Siamo in un’epoca di antidepressivi ed ansiolitici vari consumati con precisione sacrale eppure, il modo più comune di affrontare l’ansia esistenziale di fondo è parlarne o leggerne o sentirle raccontare; spesso la depressione e l’ansia derivano da una “storia incoerente”, una narrazione inadeguata di noi stessi, insomma ce la raccontiamo un po’ come ci sembra che ci faccia stare meglio, anche quando ci raccontiamo cose tristi. La psicoterapia aiuta, quando siamo infelici, a mettere in careggiata la nostra storia di vita, aiutandoci a costruire una storia, vera, con la quale possiamo vivere. E funziona: studi scientifici controllati dimostrano che la terapia della parola è un trattamento pari o anche meglio dei farmaci. Una cosa similare la fanno anche le storie, quelle che ci raccontiamo della nostra vita e quelle degli altri, o quelle che leggiamo nei romanzi e nei racconti, che nutrono la nostra immaginazione dandoci mondi sicuri nei quali fare pratica, è per questo che noi umani non smetteremo mai di farlo. Quante volte ci siamo resi conto che un romanzo ha cambiato un piccolo pezzo della nostra vita? Infinite. Ecco perchè non smetteremo mai di raccontarci storie, di avere sete di leggerne.

L’istinto di narrare di Jonathan Gottschall

La terra e la morte

Cesare_Pavese_1

E allora noi vili
che amavamo la sera
bisbigliante, le case,
i sentieri sul fiume,
le luci rosse e sporche
di quei luoghi, il dolore
addolcito e taciuto –
noi strappammo le mani
dalla viva catena
e tacemmo, ma il cuore
ci sussultò di sangue,
e non fu più dolcezza,
non fu più abbandonarsi
al sentiero sul fiume –
-non più servi, sapemmo
di essere soli e vivi.

23 novembre 1945
Cesare Pavese, La terra e la morte

per un 70° anniversario….

“Siamo tutti completamente fuori di noi” di Karen Joy Fowler – recensione

siamo tutti completamente fuori di noi

Un bel libro. Un punto di vista curioso eppure così vero e assolutamente possibile. Crescere in una famiglia di studiosi e far parte di un esperimento senza saperlo, come se i sentimenti non esistessero e solo ciò che conta è quanto riesci ad imparare, non tu, ma tua sorella che ti assomiglia per un patrimonio genetico quasi uguale al tuo, ma che non è lo stesso perchè lei è uno scimpanzè. Un libro che fa riflettere quanto un esperimento che non tenga conto delle emozioni non registrabili che si trascina dietro possa alterare, per sempre, i rapporti tra le persone e far virare una vita in un verso o in un altro, inesorabilmente. Parla di passioni forti, vere e coinvolgenti, parla di amore per i viventi indifesi, parla dell’incomunicabilità. Il paradosso è che il padre della protagonista, psicologo, studia il linguaggio dei segni nelle scimmie ma non sa comunicare con i propri figli che perde lungo lo scorrere degli anni.

Siamo tutti completamente fuori di noi” di Karen Joy Fowler

Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo: la recensione di Quarta di copertina

copertina Silenziosamente

Ringrazio Chiara del blog Quarta di copertina per la bella recensione che pubblico qui di seguito.
Potete leggere l’originale al seguente link.

Ambientato in un prossimo futuro, quando sul pianeta si attende un cataclisma fatale per la terra e i suoi abitanti.
Nonostante le drastiche notizie annunciate dai media, ci sono persone fra le quali Giorgio che non si rassegnano a rinunciare a vivere la propria vita.
Il protagonista, Giorgio appunto, decide che la sua situazione familiare ormai si è fatta stretta per lui, è arrivato il momento di prendere in mano se stesso e le sue responsabilità per poter assaporare quella dolce ebrezza che solamente una libertà accompagnata da un impegno di vita in prima persona possono dargli.
Lettura piacevolissima, con punte di ironia notevole, molto ben caratterizzati i personaggi ognuno dei quali rappresenta una tessera indispensabile alla costruzione di questa costruzione perfettamente in equilibrio fra il serio e il faceto.
Le pagine scorrono una dopo l’altra donandoci sensazioni profonde e leggere al tempo stesso.
Al termine della lettura ci si rende conto di quanto Gina, Tina, il vecchio Padre, Pegy, già ci manchino con la loro innegabile simpatia.
Ce la farà il nostro Giorgio? Quale speranza per la sopravvivenza della terra?
Le risposte all’interno del racconto di Enrica, buona lettura.