Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo 1

Avvio del sondaggio interno intitolato: come ti predisporresti a vivere mentalmente, fisicamente, ..mente…, …ente sapendo che la fine del mondo sta per accadere davvero tra pochi mesi?
D’accordo, direte, ma la fine del mondo la stiamo vivendo già da un po’, con tutte le cose terribili che succedono qui e là su questa terra….sì, ma non è la stessa cosa, noi la vediamo attraverso la televisione, noi viviamo quello che la televisione ci fa vivere, oppure guardando un film sull’argomento, ma non è come se  fossimo realmente dentro a quell’evento, …magari ci potremmo anche immedesimare e rabbrividire, chissà.
Ho guardato una foto dallo spazio della nostra meravigliosa terra, così azzurrina, innocente, sospesa nell’aere come una palla marmorizzata lanciata in aria, pronta per essere raccolta; così amorevolmente spiata dai satelliti della NASA, della CIA, del KGB, dell’AISE, sì, pure il Mossad e quanto ce n’è, come una bambina nella culla, dunque cosa faremmo tutti noi piccoli omini brulicanti di scempiaggini o di sofisticate reti di pensiero?
Il romanzo che sta per uscire in ebook racconta di come un gruppetto di persone fantastiche affronta la venuta di un immenso meteorite che, naturalmente distruggerà la nostra cara, vecchia azzurrina. Ma prima di dirvi cosa ne faranno i protagonisti della notizia utilizzate il sondaggio e meditate.

Notizie che è meglio conoscere prima della lettura e prima di rispondere al sondaggio:

– per meditare sulla fine del mondo: mettetevi in piedi: davanti alla finestra o, data la stagione anche sul balcone: fate attenzione, i movimenti tellurici di avvicinamento all’evento potrebbero destabilizzarvi e deconcentrarvi e, comunque, non prendete in considerazione gli sbandamenti di accompagnamento (che comunque già si avvertono, so che i più recettivi tra di voi li hanno già notati); la “parola di fuga” sarà “labirintite”, per favore non parlate di “cervicale” potreste pentirvene: con ogni probabilità sarete cacciati dalle vostre case,  schiacciati dalle banalità che a grappoli precederanno l’arrivo della disgrazia

– fissate un punto davanti a voi, meglio con un solo occhio, se possibile non quello dominante, basta coi giochi di potere, in vista della fine, a che servono?

– alcuni di voi non sapranno scegliere quale punto fissare: guardate davanti con l’occhio non dominante: ci può essere un solo punto, bene, è quello. Fissate fissate fissateeeeeee, beneeee…non potete addormentarvi!….Non prima che vi abbia raccontato quello che succede prima, durante, forse anche dopo l’evento.

Ah, dimenticavo, il sondaggio è interno, nel senso di interiore, cioè fatti la domanda e risponditi, poi, se vuoi, condividila.

A presto.

Il DNA sta cambiando?

Ho ricevuto da un amico una mail che mi invitava alla lettura di un articolo su Internet intitolato “Il DNA sta cambiando?” Pensavo fosse qualcosa di importante e mi sono riservata un momento di calma per leggerlo. Oggi l’ho fatto. L’articolo è scritto da un certo Fox Borrenda che si dichiara fisiologo e naturopata. Procedo con la lettura. Il signore in questione ci dice che il DNA sta cambiando come se stesse rivelando un segreto.
Penso sia naturale, nel senso di scontato, per noi, immaginare un cambiamento evolutivo… se poi pensiamo che deriviamo dalle scimmie, credere che il DNA stia cambiando diventa una necessità. Ma attenzione, Borrenda Fox parla di un cambiamento di DNA mai visto prima, tanto incisivo quanto quello avvenuto dal tempo della emersione dalle acque…esagerato! I miei vecchi si limitavano al  “ai miei tempi…” ma non si azzardavano oltre la loro infanzia; inoltre, mi sembra che dalle acque siano emersi alcuni pesci che, adattandosi alla terraferma, sono diventati anfibi. Ma forse Mister Fox pensa, e come non dargli torto, alla Ursula Andress di “Licenza di uccidere” se non sbaglio, con James (Bond, James Bond, naturalmente). Effettivamente c’è una certa differenza con un qualsivoglia anfibio ed è innegabile che l’immagine più forte rimane impressa più a lungo nella memoria.
Dice di aver visto bambini con tre eliche di Dna che possono spostare oggetti….ho pensato all’immagine di certi vecchi film della New York del secolo scorso: bambini che indossavano cap a spicchi colorati con in cima una girandolina a tre eliche…..Egli riconosce che non sono semi-angeli (ah beh), e ci conforta dicendo che fra un po’ di anni saremo tutti come loro….Frotte di bimbi con girandole in testa che corrono ridendo dietro a un cerchio? Generazioni future molto speciali spostatrici di oggetti? Perplessa.
Dal punto di vista scientifico Borrenda dovrebbe studiare tutte le eliche di tutti quelli che al mondo sono in grado di muovere oggetti, e ce ne sono parecchi, per poter confermare la sua ipotesi. Vorrei dire qualcosa a proposito dello stile tipo “io so cose terribili che nessuno vi dice perchè altrimenti vi spaventereste troppo” .  Da questo approccio cosa dovremmo aspettarci? Subito dopo mister Fox ci tranquillizza dicendo che succederanno cose belle; ma allora perchè la gente dovrebbe spaventarsi? Comincio a confondermi. La notizia è che il Dna cambia attraverso l’azione dei virus. Niente di nuovo.
La seconda notizia è strepitosa ma questa sì che è terribile. Fatevi forza, ve la passo: i nati prima del 1940 secondo Borrenda son fottuti. A scanso di equivoci e soprattutto per gli italiani furbacchiotti, preciso che la regola vale anche per i nati il 31 dicembre 1939 alle 23.59,  quelli che magari avevano la zia che lavorava in reparto e ha scritto sul registro della nascita 1 gennaio 1940 ore 0.01 regalando il premio del primo nato e un anno di vita all’anagrafe. Tutti quelli nati dopo il 1940, hanno di default corpi magneticamente più leggeri di quelli dei loro genitori;  mi sovviene qualche dubbio ma mi taccio.  Vorrei sintetizzare: stiamo assistendo ad un disperato tentativo di correzione di files bucati. La causa di tutto ciò è una paura folle che impedisce, a chi ne è sopraffatto, di interagire col caos. Borrenda rivela la causa nel cambiamento del Dna, dicendo che la faccenda fa una paura terribile ma che ce la faremo (ne sei proprio sicuro, Fox?); poi ci racconta di gente che ha mutato il Dna ed ha cambiato vita e professione (sarebbe interessante sapere se ha cambiato prima la professione e, di conseguenza la vita, o prima la vita e, ovviamente dopo, la professione). Il Dna cambia così velocemente? Intendo dire, il cambiamento a cui Borrenda si riferisce, cioè l’aggiunta di una o più eliche al Dna e non solo qualche alterazione nella sequenza genica, può avvenire così velocemente e precisamente, come per esempio a partire dal primo gennaio 1940? Vai Borrenda! Comunque, al di là di queste sofistiche domande, il top è raggiunto quando afferma che non ci saranno più malattie. Fa niente, moriremo di colpo e una parte di lavoratori, medici, infermieri, personale sanitario, impiegati del personale sanitario, addetti alle pulizie di ospedali, case di cura, ambulatori, studi medici, lavoratori dell’edilizia per la sanità e passabuste per appalti si cercheranno un nuovo mestiere. Forse è questo il cambiamento di professione a seguito del cambiamento di Dna cui alludeva?
L’articolo procede descrivendo i sintomi accusati a causa del cambiamento da un corpo pesante a un corpo leggero (perchè è questa la conseguenza della aggiunta delle eliche): febbre, mal di testa, vertigini, naso gocciolante senza raffreddore (ma solo per 24 ore, non si sa se il naso gocciolante o il senza rafreddore), stanchezza, scavare nel proprio passato (?) e sentirsi come “non presenti”. Credetemi, c’è un mucchio di gente che sta così, che sta cambiando di brutto, se ne conoscete anche voi, diteglielo che il loro DNA sta cambiando, si sentiranno meglio. Per me è il caldo. Altri sintomi comuni sono i dolori, accanto ci sono tre asterischi (segno misterioso che sicuramente a qualcuno ha rivelato qualcos’altro); un altro sintomo interessante  e soprattutto caratteristico, è che parecchia gente si sentirà impazzire (lo capisco). Siccome un medico ortodosso, come dice lui, in questi casi prescrive un antidepressivo, ci possiamo aspettare che un medico protestante si metta a parlare di Chakra? Ebbene sì. Ancora? Passiamo alle perle come la misoginia e gli stereotipi d’accompagnamento: le donne che piangono e nel pianto eliminano ormoni, quelle che anticipano l’ingresso in menopausa, gli uomini che sono abituati ad essere molto attivi (?) che saranno frustrati ed esausti (dalle lacrime delle donne, I suppose) mentre nel frattempo nell’oscuro della loro intimità vedranno crescere il loro lato femminile (terrificante). Dopo queste riflessioni Fox ci rivela quali sintomi ci rivelano che il cambiamento di Dna è in corso: febbre, attacchi d’ansia, uno stato di ebetudine a tutto ma niente paura! Ci cura Fox Borrenda e…come?!? Facendoci fare un esame del sangue segreto.. e poi omeopatia, fitoterapia, organoterapia, due colpetti di Chackra di qua e tre di là e ci dice curati tu! …….Per fortuna ci dice anche che non sarà guaritore tutta la vita perchè le malattie nel frattempo verranno cancellate.
Allora io penso agli omeopati, ai fitoterapeuti che prima di tutto sono medici,  che hanno studiato e continuano a studiare indefessi una branca di cura altamente difficile e complessa da affiancare alle altre cure;  potrei anche sentirmi demoralizzata quando vedo persone che vendono i loro deliri come terapie, ma, in fondo, in una calda giornata d’estate come questa, qualche risata risarcisce di tutto. Basta non pensare che dall’altra parte c’è davvero gente che sta male.
Allora ragazzi studiate, studiate, studiate ancora…alla fine i Borrenda Fox o chi per loro per movimentare spenti blog, continueranno a rendere disgustosamente misterioso ciò che è semplicemente ancora sconosciuto dandoci un pò di…dite voi.

Roma Noir – Racconto

Il pomeriggio, sul tardi, l’affittacamere si soffermava alla finestra, seguendo i mulinelli del fiume lasciava lo sguardo perdersi sull’acqua. Quel giorno, poco più in là, oltre il ponte, vide i sommozzatori drenare un’ansa finchè una chiazza rossa fu trascinata lentamente sulla riva. Ora stava là distesa al cielo.
Un brivido percorse la sua schiena
– Oggi è il grande giorno! – aveva detto lei volando giù per le scale con quel vestito pieno
– Buona fortuna, signorina – le rispose con affettazione.
Alla Pensione la giovane donna ci abitava da un paio di settimane, da quando era in prova come commessa in un negozio di lusso del  centro. Oggi le avrebbero confermato o negato l’assunzione.
Quando si accorse che si stava affezionando a lei, così esuberante e felice, era ormai troppo tardi per tornare indietro. Avvertì un moto di stizza quando quella chiazza rossa catturò il suo sguardo, non riusciva a toglierle gli occhi di dosso, finchè qualcuno non la coprì con un telo bianco. La Polizia fu solerte, la gente laconica. Gli abitanti dei palazzi antistanti il fiume furono interrogati.
Aveva predisposto tutto per quella sera. Una volta assunta, lei certamente avrebbe cercato una sistemazione più consona, diversa da quella stanza affacciata sul traffico di un palazzo umbertino senza comodità.
Ma non glielo avrebbe permesso. Di colpo si rese conto che quella, invece, sarebbe stata la prima sera, dopo settimane, in cui non le avrebbe aperto e non avrebbe più visto il suo sorriso riempire la soglia. Non preparò per cena. All’imbrunire scese le scale, attraversò la strada ancora intasata dal traffico, poi, a passi lenti, attraversò il ponte. Le luci della città sembravano opache a causa della foschia umida che saliva dall’acqua; quando giunse all’altra riva, avvertì il battito del suo cuore. Sedette su una panchina a guardare, oltre il fiume, le finestre della sua pensione. La stanza di lei era illuminata, una luce calda sembrava risaltare sulle altre finestre che emanavano aloni bluastri dai televisori accesi. Si rese conto che non avrebbe potuto tollerare di non vederla più, che invece avrebbe voluto vederla piangere per la mancata assunzione. In quel caso lei avrebbe sostato più a lungo e l’avrebbe coccolata. L’avrebbe resa sua prigioniera anche se, per farlo, avrebbe dovuto rinunciare al suo sorriso per sempre. Dopo anni trascinati attraversando giornate grige fatte di saluti e di addii, lei era stata la prima vera cosa bella. Si diresse a passi a scatto verso l’argine, davanti alle transenne.  Al posto della chiazza rossa intravista dalla finestra, una zona di umidità scura. Avvertì la rabbia salire come un groviglio dalla pancia fino al viso.  Aveva progettato ogni cosa nei minimi particolari: l’avrebbe accompagnata verso il fiume con una scusa, magari dopo averle messo un dolce veleno nella minestra, conosceva i segreti delle erbe e li sapeva sfruttare, all’occorrenza. L’avrebbe stordita, ammaliata, addormentata, solo così non sarebbe più fuggita. Ma qualcuno aveva agito al suo posto senza chiedere il permesso. Un bastardo qualsiasi aveva mosso le carte in tavola. Avrebbe dovuto immaginarlo che tutta quella gioia e quella esuberanza avrebbero potuto irritare anche qualcun altro: ad una chiazza di rosso-guardami che turba il grigio dei giorni non si può resistere.
Si avviò ancora più lentamente verso casa. La prossima volta, se mai ce ne sarebbe stata una, avrebbe agito prima, senza trastullarsi nella preparazione e nel pensiero dell’attesa, “i tempi sono cambiati” si disse con mortificazione.
Salì le scale con il solito affanno. Quando fece per aprire, lei spalancò la porta e raggiante di gioia gridò: – Assunta! –
Un tonfo al cuore. L’affittacamere, con un flebile suono della voce, riuscì solo a dire
– Buonasera signorina! – richiudendo la porta alle spalle con inusitata energia.