Guida il tuo Carro sulle Ossa dei Morti di Olga Tokarczuk – Recensione

Libro leggero, a mio avviso, Guida il tuo Carro sulle Ossa dei Morti di Olga Tokarczuk nonostante il titolo, perchè sa di libertà e la libertà è leggera ed evanescente come aria del mattino, anche quando te la sei conquistata con fatica. Questo romanzo non è però la storia della conquista della libertà, ma della sua gestione, cosa altrettanto difficile. Scritto in prima persona, la protagonista è ingegnere di ponti e vive in un’area isolata e selvaggia al confine della Boemia. Fa lezioni di inglese un paio di volte la settimana in città.  La vecchia ha tre passioni che coltiva con caparbietà: gli animali, l’astrologia e William Blake di cui è traduttrice. Nel romanzo si parla di Effemeridi, Cerve, Volpi, Cane, Disturbi ed altri Animali, di sogni e, con meno riverenza, degli uomini nel senso della gente, per la quale lei non nutre una grande considerazione. Janina Duszejko vive in una borgata di poche case sull’Altopiano, una zona selvaggia spazzata dal vento in cui è “difficile abitarci da ottobre ad aprile” quando si scende anche a venti sotto zero.  Calcola l’oroscopo anche a chi non lo vorrebbe e si picca, leggendolo, di sapere quando quella persona morirà o, se è già morta, ricercandone i dati anagrafici “Dato che c’è un ordine nelle Nascite, perchè non dovrebbe esserci nelle Morti?”.
Vicino a lei un piccolo gruppo di altrettanti selvaggi che han fatto della natura la loro madre, che sanno come prenderla quando è collerica e goderne quando è leggiadra.
Con la vita della signora si intrecciano alcune morti misteriose il cui significato si spianerà man mano durante la lettura. Ma è la natura la vera protagonista del romanzo, la natura selvatica, anche quella degli animali e degli uomini. La natura selvatica dell’uomo che si ribella quando non può più stare dentro a vestiti fatti di menzogne e non trova più ascolto, come quella di Janina che non è ascoltata, ma sa ascoltare e interpretare i segni nell’aria e sulla terra per trarne auspici. Janina è parte della natura selvaggia in cui vive, parte di quel silenzio che tutto ingloba come quando scende la neve davanti alla sua casa. In fondo, quando si arriva verso la fine, conviene lasciare che le cose accadano o conviene opporvisi, quando sono sbagliate?
Un libro da leggere con lentezza, da assaporare con ogni respiro.

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