Altro che primarie: politici e giornalisti, recuperate l’etica professionale

Vi siete accorti di come i nostri politici si affrettino a parlare in pubblico di ultime intese, di associazionismo bla bla bla, salvo poi, nel privato del loro condominio che è il Parlamento, cercare di  fissare col Bostik qualche decreto, legge, leggina dell’ultimo momento che li àncori economicamente in modo definitivo a noi per tutta la durata della loro vita?
Il che significa che noi ci dovremo portare questa zavorra per sempre?
E quando dico per sempre in Italia è davvero per sempre, altro che i diamanti…altro piccolo spunto di riflessione: sento continuamente parlare di primarie, ma i contendenti già candidati e quelli che si candideranno, li avete mai sentiti parlare di quello che farebbero se fossero scelti? Io no.
Forse qualcuno di loro ha scritto un programma, ma non credo che noi tutti, dopo una giornata di duro lavoro, i più fortunati di noi, o dopo una giornata passata a far quadrare un bilancio non più inquadrabile e a cercare lavoro, i più sfortunati di noi, alla sera abbiano tanta voglia di leggere le di loro  letterine di Natale; sì perchè sono come quelle che scrivevamo noi da piccoli, facevano più o meno così…”caro Babbo Natale, se mi porti questo regalo ti prometto che sarò buono…” le loro più o meno dicono “Caro Elettore, se mi voterai, ti prometto che sarò un buon politico…”.
Ma suvvia, non facciamogliene una colpa, parliamo invece dei giornalisti: non li sento mai far loro banalissime domande tipo: “Se sarà eletto come si comporterà nei confronti del nucleare, della lotta all’inquinamento, del modo per affrontare la prevenzione dei disastri ambientali, della libertà di espressione, del fine vita, della gestione dei beni inalienabili di tutti gli esseri viventi?”
O sono domande premature, sciocche, demagogiche? Domande che è meglio non porre così, a bruciapelo, durante una intervista, ci rimangono male, si sa come sono suscettibili.
Forse sono solo domande difficili a cui nessuno di loro sa veramente rispondere; è vero, per poter rispondere a domande del genere ci vogliono teste eccelse circondate da team di esperti che insieme redigano piani integrali per affrontare i problemi alla radice. Rispetto allo spreco che ci possiamo ancora continuamente permettere, credetemi, lasciamo perdere la mancanza di fondi per favore. Eccolo il mondo ribaltato!
Qualcuno ha detto che la classe dirigente rispecchia il paese che l’ha votata, cerco di tradurre:  la classe dirigente è composta di gente immatura, ladra, incompetente, seguace di “pappo e dindi” semplicemente perchè noi siamo immaturi, ladri e incompetenti. Dunque è ancora colpa nostra se siamo ridotti così!
Io non la penso così.  Io non mi sento peggiore di loro e pretendo che loro, per guidarmi, debbano essere migliori.  Questa è la differenza e per questo chiedo ai giornalisti semplicemente di fare il loro mestiere.

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