I Sensi del silenzio di Duccio Demetrio

Questo bel libricino intitolato “I Sensi del Silenzio Quando la scrittura si fa dimora” di Duccio Demetrio, comodo da portare in giro nelle città tronfie di suoni, è come una piccola perla. Ti invita ad ascoltare del silenzio tutte le infinite parole e i suoi innumerevoli suoni. Silenzio non come assenza ma come pienezza; il silenzio che ci avvolge e il silenzio dentro di noi. E parla della scrittura che, anziché osteggiarlo, “affina la nostra sensibilità ad esso”.  Il frastuono indebolisce i sensi e la scrittura, prestando parole al silenzio, renderà puri i suoni dei sensi che si erano addormentati. Come si definisce, e come non potremmo non condividerne la definizione, questo scritto si offre come un “Taccuino del silenzio”. Offre spunti per riscoprire i silenzi delle cose quotidiane: attraverso la vista, che si posa con calma sulle cose e lo sguardo le accarezza; il tatto che le sfiora con lentezza,  così come l’odorato, che, momentaneamente affievolendo gli altri sensi, porta al nostro cervello percezioni pregne di presente assoluto e del passato lontano; il gusto, divenuto attento a più lievi sapori spesso impalliditi da aggressive sapidità; l’udito, che coglie suoni dimenticati, il sesto senso del nostro pensare ed infine, il settimo senso,  la scrittura, che in sè raccoglie ognuno dei sensi precedenti. Per alcuni di noi la scrittura è preceduta da rituali propiziatori, ma è anche vero che per molti altri di noi che ci vantiamo di scrivere, è anche agire in condizioni proibitive, in metropolitana, per strada. Chi avrebbe un buon allenamento alla scrittura riesce a farlo dovunque. Demetrio ci dice che, se riusciamo a farlo in queste situazioni,  significa che ci siamo già allenati al silenzio: lo scrittore sarà un asceta che per scrivere sospende i contatti tra se stesso e il mondo affinando così le sue abilità mentali. Per questo la sua scrittura sarà tanto più ascetica quanto più egli ne saprà ricavare un miglioramento interiore.  Ed io questa la chiamo la più bella delle dissociazioni. Libretto più che mai meditativo, oltre che del silenzio sembra far l’elogio della lentezza: le due cose, a mio avviso, si completano a vicenda. Il silenzio induce calma sicchè pensiero e gesto si fanno nitidi ed il risultato è il sublime dell’uomo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...