Bugarach: un rifugio per la fine del mondo

20121202_003806Tantissimi anni fa un designer della Renault lascia Parigi e decide di andare a vivere sulla catena montuosa dei Pirenei, si chiama Jean Pierre Delor; attualmente è il sindaco di un piccolo paese che si chiama Bugarach.
“Mai sentita nominare Bugarach?” chiedo a mia nonna e lei, che è un po’ sorda, mi ridomanda “Buckara? Che meraviglia, forse sono quelli che preferisco; ne ho comprati tre da Mosè Liesenstein negli anni quaranta, si faceva pagare, ma che tappeti, sono persino riuscita a venderli guadagnandoci qualcosa, anzi, quasi il doppio, erano gli anni del boom”.
“No, nonna, intendo un paesino sulle montagne dove si dice che esistano strani passaggi verso un mondo parallelo o verso Atlantide o cose del genere…ne sai qualcosa?”
“Chissà perchè vogliono tutti scappare…la fine del mondo, lo dice la parola, è la fine del mondo, dove scappi? In un altro mondo…non saprei..se il mondo è quello che finora conosciamo per uscirne dovremmo raggiungere spazi inimmaginabili lontani milioni di anni luce da noi, non so se ti rendi conto. No, non conosco sto moscerino di paese, e poi non c’è bisogno di andare fino là, anche noi abbiamo qualcosa del genere; è in Francia o in Spagna?”
“In territorio francese”
“Ovvio, i francesi ti esaltano anche un raggio di polvere…”
“Ma stavolta non sarebbe così, il sindaco e gli abitanti sono anche un po’ scocciati dal gran via vai di gente che dal 2000 calpesta il loro territorio e sembra che non ne abbiano approfittato in senso turistico, dicono solo che lì c’è un aria magnifica e si vedono bene le stelle, ma che è una specie di follia collettiva….”
“Mmmh non me la danno a bere….se un francese non esalta un suo nulla vuol dire che lo vuole nascondere…”
“Cosa vorresti dire?”
“Potrebbe essere anche quella una strategia, no? Se fosse invece che c’è qualcosa di veramente importante, lo verrebbero a dire a noi? Un’orda assatanata di gente che ha paura di morire in preda al panico, dovrebbero mettere le maniglie antipanico al confine del paese e le sradicherebbero, niente li potrebbe fermare”
L’ho salutata un po’ perplessa, come al solito mi confonde. Prima di inforcare la mia bicicletta ed affrontare il freddo siderale del mattino la Marticola mi ha bloccata in extremis
“Le interessa una gita a Bacharach?” e mi  mostra un foglietto scritto a mano, fotocopiato, con disegnate delle stelline e delle comete e il nome Bugarach luminescente?”
“A Bacharach!”
“Ma chi gliela ha proposta?”
“A Milano si stanno organizzando, mia cognata riesce ad andarci, e lo ha chiesto anche a me, se vuole…….”.
Sono allibita. C’è qualcuno che ha ancora dei dubbi sulla sincronicità?

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