Il Quadrilatero Magico

Ce l’abbiamo fatta, che fatica, il gran giorno è stato superato. Il Blumen si erge ancora maestoso, (nonostante le palline colorate sull’agrifoglio), i suoi abitanti un po’ meno, ma ci sono, tutti. Il viaggio a Bugarach è saltato perchè il boss dell’editoria milanese aveva programmato con i figli un viaggio a New york per le feste: Cammela avrebbe dovuto fermarsi nella casa per dare da bere alle piante e anche da mangiare al di lui cane. In un primo momento Marticola si preoccupò per dove avrebbe passato la fine del mondo, ma poi si rilassò quando Bussi ebbe la pensata di organizzare una festa o veglia, non si era capito bene, per esorcizzare l’evento; dopo aver parlato con Cimiteri, che avrebbe fatto calcoli segreti, nella bacheca del Blumen il titolo “Viaggio a Bugarach si accettano iscrizioni” era stato sostituito da “Veglia della Comunità si accettano iscrizioni” . Il fatto era che, essendo la parte comune da cui si diramano le due scale  infossata di parecchi metri rispetto alla strada, cosa di cui pochi condomini dispongono, se si fossero eseguiti perfettamente antichi calcoli, si sarebbe potuta approntare una congiunzione quaternaria,  che avrebbe rilasciato su ciascuno dei presenti effetti benefici duraturi e protettivi. La sera del 21 dicembre, a dire il vero, il senso di tensione si era già abbondantemente diluito perchè nemmeno i neozelandesi,  che ci erano già passati, avevano subito danni, come mi aveva fatto notare mia nonna. Nonostante questi non-fatti, Bussi disse che era meglio onorare il posto, quanto mai per ringraziare la buona stella o anche, se si voleva, per sicurezza estrema, per eccesso di zelo se volete, visto che la giornata non si era ancora conclusa. Così Cimiteri, l’autore-scopritore dei calcoli segreti, si è piazzato in un angolo del quadrilatero (da lui calcolato in metri di distanza da un centro immaginario). Al centro immaginario e, approssimativamente, vicino al punto di intersezione di due diagonali che si diramavano da ciascun angolo del quadrilatero, c’era un grosso cero comprato alla libreria del Vescovado. Agli altri tre lati Bussi stesso, Commestini e Cocoscia  Nella (la quale, appena sentì parlare di quadrilatero si illuminò canticchiando con voce flautata  “Il quadrilatero della moda!”). Dopo che ebbero spento il cero soffiando tutti e quattro contemporaneamente su di esso tra gli applausi e i gridolini degli astanti, da una radio si udì una musica degli anni quaranta-cinquanta; a quel punto iniziarono le danze che continuarono initerrottamente fino a cinque minuti dopo la mezzanotte. L’androne non è riscaldato per cui, se vuoi stare giù in questa stagione o corri o balli e, data la circostanza, era meglio ballare.  A tratti arrivavano dalle cucine dei vari  appartamenti bricchi di cioccolata fumante; ma anche bricchi non fumanti attorno ai quali si affaccendavano più spesso gli uomini, particolarmente  Commestini e Gargoglia come aveva notato mia nonna che ne aveva gradite due tazze, tanto per assaggiare. Quando la mezzanotte è scoccata è apparsa Cornelia Maruzzella a pretendere il marito, voleva chiudere a chiave la porta di casa e andarsene a letto e non poteva farlo finchè il marito fosse stato fuori; lui faceva finta di non sentirla, lei, dalla prima rampa della seconda scala, gli urlava di rientrare; dalla ringhiera della prima rampa della prima scala, invece,  la Ferranti urlava a Bussi di abbassare la musica. Alle zero e cinque minuti Cimiteri ha staccato improvvisamente  la spina della radio dalla presa interrompendo sul più bello un Frank Sinatra  in gran forma; le voci delle due donne riempirono l’aria e fu lì che tutti si spaventarono davvero. Quei ripetuti  “Muoviti disgraziato!”, o “Abbassi o la denuncio” fecero accapponare la pelle dei danzatori. La voce di Cimiteri fu autorevole: “Non dobbiamo approfittarne. L’esperimento di neutralizzazione si può dire riuscito, almeno per quanto riguarda i fenomeni naturali; dovrò studiare meglio le mie vecchie carte, ma vi prometto, cari amici, che troverò anche il sistema per neutralizzare qualcun altro, prima o poi. Grazie a tutti…o quasi”.
Gli abitanti del condominio si allontanarono lemme lemme, si vedeva che non avevano nessuna voglia di andarsene a casa, non parliamo di Commestini, che non voleva passare davanti alla moglie per paura di prendersi uno scapellotto. Gargoglia gli venne in aiuto “Venga con me Commestini, la accompagno io…a casa…”. Le luci del Blumen maestoso si sono spente a fatica quella notte magica.

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