Elezioni anche nel Condominio

Finalmente, dopo le elezioni al Parlamento, ecco la elezione del Papa, poi dei presidenti di Camera e Senato poi chissà. Al Blumen, invasati da questo spirito innovativo, alcuni han comunciato a far girare voci di indire una assemblea straordinaria per cambiare l’amministratore. E’ uno spirito di contagio che sta prendendo un po’ tutti in Italia; anche Commestini aveva proposto a bassa voce, in casa sua, di votare a chi comanda perchè, per la legge dell’alternanza, sarebbe toccato a lui che a lei aveva lasciato troppo spago, ma lei con lo scopone in mano gli ha cacciato un gran urlo e lui si è zittito: se lasci troppa “democrazia” poi questa prende piede ha sussurrato a Gargoglia in ascensore. A chi ha chiesto il perchè si dovesse indire la straordinaria, visto che costa pure, la risposta è stata “Trasparenza! Io ho avuto dei danni per dei lavori che han fatto e non ho ricevuto il rimborso che pretendo e poi non si fa mai trovare al telefono quando lo chiamo”. Adesso non ci si riesce a mettere d’accordo su chi proporre come nuovo amministratore, Gargoglia ha proposto una amministrazione “di scopo” alla napolitano e alla Cocoscia che gli chiedeva che volesse dire, ha risposto sornione “E’ una cosa da giovani, signorina, anche se…”. La Marticola si è rammaricata di non potersi proporre perchè non ha le credenziali anche se, de factu, ha sbandierato che sarebbe toccato a lei di diritto, e a chi, se no?

La Giornata della Poesia nel condominio

szymb2Per la Giornata della Poesia.

Cimiteri ha scritto nella bacheca del Blumen, vicino al cartello “Basta buttare cuicche per terra che si scivola e puzzano!!!” di anonimo, lo stralcio da “Le Confessioni della Macchina che sa Leggere” di Wislawa Szymborska.

“Non per vantarmi –
leggo anche la lava
e sfoglio la cenere.”

meditate gente, meditate!

Un té dopo elezioni

Invito di mia nonna per un tè sabato pomeriggio il primo dopo le elezioni: presenti Commestini, ancora arrabbiatissimo con la moglie per non avergli permesso di entrare nella storia, Bussi contento come una pasqua che la sua Lega comandava ancora anche se erano in meno, fa niente, meglio essere re in patria che niente a casa d’altri, la signora Ferranti che mentre parlava Bussi lo guardava come si guarda un pipistrello, Gargoglia, visibilmente abbattuto, Cimiteri, dignitoso e riflessivo, elegantemente adagiato sulla poltrona di cuoio vicino alla finestra e Cocoscia Nella, che per l’occasione si era vestita di tulle nero per esprimere il senso della sconfitta; oltre ai soliti c’erano anche due nuovi abitanti del Blume,  Agata Storti e Gaetano Tigella e che non han mai nascosto di voler votare Beppe Grillo. Decisamente soddisfatti, sereni e sorridenti si mangiavano con piacere la torta paradiso della nonna stando attenti a non sbriciolare, cosa che richiedeva loro una certa attenzione; Gargoglia ha esordito accusando apertamente i ragazzi, dimenticando che anche Cimiteri aveva votato per il Movimento.
“Non si possono sprecare occasioni del genere, vi rendete conto cosa avete fatto?”
Agata e Gaetano han guardato in giro come per chiedere appoggio, ma visto che da parte degli altri non c’era nessuna intenzione, han ribattuto che è il PD che deve mangiarsi le mani per l’ennesima occasione perduta e perchè? “Perchè siete tutti vecchi, ma vecchi dentro e non volete cambiare le vostre gerarchie!”
“Ma come vecchi?” ha reagito Gargoglia, “non sono mica tutti di passa ottanta come me!”
“Di testa sì” ha rincarato Gaetano, vi siete troppo guardati addosso, dopo la prima tornata delle primarie dovevate rischiare, allargare a Renzi e avreste vinto di sicuro, ma avete avuto paura del nuovo che avanza e avete ragionato solo sulle dinamiche interne del partito e non che avevate l’Italia intera che vi guardava, anche gli indecisi che non avrebbero mai votato per voi, in quella occasione, forse, lo avrebbero fatto…siete stati miopi”  ha deglutito la paradiso in un colpo, ha bevuto un sorso di tè e poi ha elargito un gran sorriso a tutti.
“Bastava si votasse Monti” è intervenuta Cocoscia “ci avrebbe traghettati” poi, dopo queste semplici ed enigmatiche parole, ha socchiuso gli occhi. Cimiteri guardava il parco oltre la finestra, come per dire “sono qui ma vorrei essere altrove” poi, approfittando di un attimo di silenzio deglutitorio generale, ha detto: “Questi siamo noi ora, stiamo dicendo delle cose, non so se riusciremo a scalfire il muro del potere o se il muro ci amagalmerà tutti, fermo resta che adesso quello che diciamo di volere fare, sono costretti ad ascoltarlo. Questo è il risultato della legge elettorale immutata, e lo sapevano tutti i partiti, e il movimento non era in parlamento. Prendetevela con voi e smettetela di prendervela con chi non c’era”.
Applauso della nonna: non avrà mica votato anche lei 5 stelle?

Il caso Giannino

La bomba è scoppiata a ciel sereno; Marticola e sua cognata Cammela erano le due propugnatrici del voto Giannino perchè votava per lui il boss dell’editoria milanese presso il quale Cammela è stimata colf. Voi direte “ma è un motivo votare per qualcuno perchè lo vota qualcun altro?”, la risposta è rigorosamente sì, un certo voto fa tendenza, come si dice oggi. Se voti per qualcuno entri in una appartenenza e ti identifichi con l’immagine; Marticola e Cammela sono due donne semplici nel senso più nobile che si da a questa parola, loro riconoscono che chi ne sa più di loro deve avere credito e se il boss dell’editoria milanese ha decretato sì per Giannino, così doveva essere, perchè un certo ambiente votava così. A dire la verità Marticola era un po’ indecisa, in fondo quella pubblicità della nobildonna con tanti cognomi di pasta e macchine da cucire tutte insieme, circondata da pesanti tomi disposti con finta noncuranza (troppo finta) alle sue spalle, ai suoi piedi, in ogni dove,  faceva troppo chic e ne era stata tentata, ma poi la cognata l’ha convinta. Poi la tegola: Giannino non ha due lauree? Non ha fatto il master a Chicago? Non è stato tenente colonnello degli alpini? Non ha partecipato alle selezioni dello Zecchino d’Oro? Ebbene sì, NO!
Dopo le prime ore di sgomento in cui l’ho vita passare lo scopone ossessivamente sullo stesso metro quadrato di pavimento stranamente assorta in se stessa, si è liberata e ad alta voce, quasi gridando per la verità, mi ha detto “Ma chissà quanta gente c’è in questo momento in Italia che sta operando qualcuno e non è neanche medico!” Non posso darle torto, magari non tanta, ma sicuramente, da qualche parte, qualcuno lo sta facendo. “E il consigliere regionale che ha detto di avere la laurea presa in Romania? E poi, perchè non lo hanno detto dopo le elezioni? Lui abdicava e gli altri lavoravano,  perchè?”, era disperata e non ho aputo consolarla, ma ho girato la domanda a mia nonna: lei ha detto che qualcuno ha temuto di perdere il suo prestigioso posto di lavoro se fosse stato al gioco ed ha dovuto gettare la zavorra, o che qualcuno all’interno, ha voluto fargli delle scarpe nuove. Allora vuole dire che le consulenze che ha dato sono false? Per niente, quello che sa di economia è vero, ma lo sapete, siamo in Italia, la menzogna non può essere perdonata, mai, magari votata in parlamento sì, però. “Fermo resta che è un mitomane” ha detto dura mia nonna e ha chiuso il discorso bruscamente. Che bello questo paese, lo adoro!

Pre elezioni

Il pre elezioni, se pur intenso, è stato quantomeno silenzioso o a tratti interrotto da frasette lanciate qua è là. L’incipit era “eh adesso si deve andare a votare…” e l’altro “ah basta, io stavolta non ci vado” e l’altro di rimbalzo “eh no, bisogna andare a votare altrimenti si da il voto all’avversario…”. L’altro stava per qualche secondo zitto e poi annuiva, poi tra sè e sé si diceva: “ Ma se non non ho più un partito di riferimento chi è l’avversario?” E così via. Si trattava di intercalari come “ancora neve non se ne può più” ecc: il silenzio, al Blumen, pare conti parecchio perchè pesa. Il Bussi era tranquillo, ha sempre votato Lega e sempre voterà, per lui era scontato per chi si dovesse votare, ma anche lui stava zitto, fischiettava meno però, la gola protetta da una sciarpa verde. Il folto gruppo dei PDL del Blumen era stabile, anch’esso silenzioso, attento e speranzoso, in primis la Ferranti: in conflitto di interessi anche lei, ma con Bussi per lo sbattimento del cancelletto e per le di lui ardite fischiate, visto che politicamente i loro partiti erano alleati, doveva mandare giù bocconi amari. Anche la Tortolone votava PDL, sognava un mondo migliore senza tasse, e che almeno i suoi figli potessero diventare come lui, il loro capo, che cantava loro “Seguitemi e diventerete come me”; anche la dottoressa Mongiardini era una PDLista della prima ora, con la sua camminata a testa alta, spalle dritte e la folta chioma di capelli castani appena ondulati che le copriva la schiena, da dietro ricordava un personaggio di Woodstock. Zitta ma sicura di sé. L’unico che ha espresso apertamente la sua intenzione di voto è stato Cimiteri. Nel bel mezzo della conversazione e a chiunque, diceva “A me non interessa più niente, adesso basta, è ora di finirla io voto Grillo” gli altri restavano a bocca aperta per tanto coraggio e per tanta scelta.  Gli elettori del PD sono stati tutti zitti generalmente, salvo Gargoglia, integerrimo difensore del partito della sua giovinezza. Di cosiddetti moderati che han votato Monti, per quel che ne so, ce n’era solo una, Cocoscia Nella (“perchè è elegante e sa stare nel mondo” ?!?). Commestini si era lasciato scappare che voleva votare Grillo e la moglie lo ha sequestrato in casa nascondendogli i pantaloni; lei non sarebbe andata a votare, ma non per motivi politici, usciva di casa solo per comprare la trippa al mercato del sabato per cui…so che i ragazzi del Blumen han votato Movimento 5 Stelle in massa, perchè? Lo ha chiesto la Marticola a Diego, che vive fuori città ed è tornato per votare e lui ha risposto che PDL e PD i due maggiori partiti hanno avuto anni per fare le cose che dovevano fare per il paese e invece si sono affrettati a fare le cose che servivano a loro personalmente…quindi…non c’era futuro…quando lo ho incontrato nell’androne mi ha detto sorridendo “i media si domandano come mai i giovani non si ribellano a questa situazione, sembra che insinuino che dobbiamo fare del casino,che non si preoccupino, anche loro fanno i furbi…..sta per succedere la più grossa rivoluzione democratica, stavolta si vota!” e, sorridendomi, è scappato via. Il resto della comunità giovani del Blumen non l’avevo ancora intercettata, ma da come aveva parlato Diego….Ah dimenticavo, Marticola e sua cognata Cammela volevano votare Giannino “perchè è un economista” e il boss dell’editoria di Cammela votava per lui.
Tutto andava comunque liscio, la gente aveva già tirato fuori dalla cartella documenti la sua tessera elettorale e si apprestava ad andare al voto…quando è scoppiato lo scandalo Giannino, ma di questo vi dico la prossima volta.