Il caso Giannino

La bomba è scoppiata a ciel sereno; Marticola e sua cognata Cammela erano le due propugnatrici del voto Giannino perchè votava per lui il boss dell’editoria milanese presso il quale Cammela è stimata colf. Voi direte “ma è un motivo votare per qualcuno perchè lo vota qualcun altro?”, la risposta è rigorosamente sì, un certo voto fa tendenza, come si dice oggi. Se voti per qualcuno entri in una appartenenza e ti identifichi con l’immagine; Marticola e Cammela sono due donne semplici nel senso più nobile che si da a questa parola, loro riconoscono che chi ne sa più di loro deve avere credito e se il boss dell’editoria milanese ha decretato sì per Giannino, così doveva essere, perchè un certo ambiente votava così. A dire la verità Marticola era un po’ indecisa, in fondo quella pubblicità della nobildonna con tanti cognomi di pasta e macchine da cucire tutte insieme, circondata da pesanti tomi disposti con finta noncuranza (troppo finta) alle sue spalle, ai suoi piedi, in ogni dove,  faceva troppo chic e ne era stata tentata, ma poi la cognata l’ha convinta. Poi la tegola: Giannino non ha due lauree? Non ha fatto il master a Chicago? Non è stato tenente colonnello degli alpini? Non ha partecipato alle selezioni dello Zecchino d’Oro? Ebbene sì, NO!
Dopo le prime ore di sgomento in cui l’ho vita passare lo scopone ossessivamente sullo stesso metro quadrato di pavimento stranamente assorta in se stessa, si è liberata e ad alta voce, quasi gridando per la verità, mi ha detto “Ma chissà quanta gente c’è in questo momento in Italia che sta operando qualcuno e non è neanche medico!” Non posso darle torto, magari non tanta, ma sicuramente, da qualche parte, qualcuno lo sta facendo. “E il consigliere regionale che ha detto di avere la laurea presa in Romania? E poi, perchè non lo hanno detto dopo le elezioni? Lui abdicava e gli altri lavoravano,  perchè?”, era disperata e non ho aputo consolarla, ma ho girato la domanda a mia nonna: lei ha detto che qualcuno ha temuto di perdere il suo prestigioso posto di lavoro se fosse stato al gioco ed ha dovuto gettare la zavorra, o che qualcuno all’interno, ha voluto fargli delle scarpe nuove. Allora vuole dire che le consulenze che ha dato sono false? Per niente, quello che sa di economia è vero, ma lo sapete, siamo in Italia, la menzogna non può essere perdonata, mai, magari votata in parlamento sì, però. “Fermo resta che è un mitomane” ha detto dura mia nonna e ha chiuso il discorso bruscamente. Che bello questo paese, lo adoro!

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