Un té dopo elezioni

Invito di mia nonna per un tè sabato pomeriggio il primo dopo le elezioni: presenti Commestini, ancora arrabbiatissimo con la moglie per non avergli permesso di entrare nella storia, Bussi contento come una pasqua che la sua Lega comandava ancora anche se erano in meno, fa niente, meglio essere re in patria che niente a casa d’altri, la signora Ferranti che mentre parlava Bussi lo guardava come si guarda un pipistrello, Gargoglia, visibilmente abbattuto, Cimiteri, dignitoso e riflessivo, elegantemente adagiato sulla poltrona di cuoio vicino alla finestra e Cocoscia Nella, che per l’occasione si era vestita di tulle nero per esprimere il senso della sconfitta; oltre ai soliti c’erano anche due nuovi abitanti del Blume,  Agata Storti e Gaetano Tigella e che non han mai nascosto di voler votare Beppe Grillo. Decisamente soddisfatti, sereni e sorridenti si mangiavano con piacere la torta paradiso della nonna stando attenti a non sbriciolare, cosa che richiedeva loro una certa attenzione; Gargoglia ha esordito accusando apertamente i ragazzi, dimenticando che anche Cimiteri aveva votato per il Movimento.
“Non si possono sprecare occasioni del genere, vi rendete conto cosa avete fatto?”
Agata e Gaetano han guardato in giro come per chiedere appoggio, ma visto che da parte degli altri non c’era nessuna intenzione, han ribattuto che è il PD che deve mangiarsi le mani per l’ennesima occasione perduta e perchè? “Perchè siete tutti vecchi, ma vecchi dentro e non volete cambiare le vostre gerarchie!”
“Ma come vecchi?” ha reagito Gargoglia, “non sono mica tutti di passa ottanta come me!”
“Di testa sì” ha rincarato Gaetano, vi siete troppo guardati addosso, dopo la prima tornata delle primarie dovevate rischiare, allargare a Renzi e avreste vinto di sicuro, ma avete avuto paura del nuovo che avanza e avete ragionato solo sulle dinamiche interne del partito e non che avevate l’Italia intera che vi guardava, anche gli indecisi che non avrebbero mai votato per voi, in quella occasione, forse, lo avrebbero fatto…siete stati miopi”  ha deglutito la paradiso in un colpo, ha bevuto un sorso di tè e poi ha elargito un gran sorriso a tutti.
“Bastava si votasse Monti” è intervenuta Cocoscia “ci avrebbe traghettati” poi, dopo queste semplici ed enigmatiche parole, ha socchiuso gli occhi. Cimiteri guardava il parco oltre la finestra, come per dire “sono qui ma vorrei essere altrove” poi, approfittando di un attimo di silenzio deglutitorio generale, ha detto: “Questi siamo noi ora, stiamo dicendo delle cose, non so se riusciremo a scalfire il muro del potere o se il muro ci amagalmerà tutti, fermo resta che adesso quello che diciamo di volere fare, sono costretti ad ascoltarlo. Questo è il risultato della legge elettorale immutata, e lo sapevano tutti i partiti, e il movimento non era in parlamento. Prendetevela con voi e smettetela di prendervela con chi non c’era”.
Applauso della nonna: non avrà mica votato anche lei 5 stelle?

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