Freddo al Blumen

488406_termometro temperature basseI termosifoni sono spenti dal 15 aprile e fa ancora freddo; la compagine geriatrica del condominio si lamenta, soprattutto quella che si muove poco; chi non si lamenta del freddo secondo voi? Commestini, Gargoglia e Bussi di sicuro. La Tartolone, pure, per il gran movimento di pulizie che c’è a casa sua. Cimiteri invece soffre molto il freddo, ma si avvolge in una coperta e legge; poi, all’imbrunire, si accende anche una candela, come se il riscaldamento e la luce fossero collegate; in un certo senso lo sono, ma “solo se va via la luce parte anche il riscaldamento e non viceversa” gli ha detto amorevole la Marticola un giorno che ha suonato da lui per farsi dare la spazzatura. Lo ha visto apparire dal buio, con un plaid sulle spalle e una candela in mano: “Cimiteri!” ha esclamato “ma cosa fa così…?” e lui “Io le ho aperto la porta e la ascolto, se ha qualcosa da dire, se no…” . Però, quando chiuse la porta davanti alla faccia della Marticola smarrita, ha acceso la luce e subito un lieve senso di calore lo ha avvolto, è tornato a sedersi in poltrona ed ha sospirato “..le donne tsè…”.
La diatriba giovani vecchi nelle stagioni di passaggio è sempre agli estremi: i giovani vogliono spegnere i termosifoni, tanto stanno fuori casa tutto il giorno, i vecchi li vogliono accesi che se ne stanno fermi a guardare fuori dalle finestre, i più curiosi, o a guardare la televisione per ore, gli altri. La Cocoscia ha proposto ai coetanei di accendere il forno di cucina a turno e di riunirsi tutti insieme nella stessa casa: la proposta è stata accettata con entusiasmo: dopo tutti questi giorni di pioggia, due gg di sole nuvole han riportato il caldo di stagione e i loro visi erano delusi di non potersi ritrovare insieme, ma poi, puntualmente il tempo s’è guastato ancora e finalmente oggi sotto una pioggia battente il comitato si è riunito…non l’avessero mai fatto. Per la precisione oggi era domenica e c’erano anche delle leve giovanili a casa di Cocoscia. Era la prima volta che invitava dopo anni di segregazione e alla fine della giornata si promise che sarebbe anche stata l’ultima. Quando si accorse della lite furibonda che, insieme alla pioggia, stava cadendo sulle loro teste, era troppo tardi per fermarla.
Tutto cominciò come una scommessa su quanto sarebbe durato il governo Letta: partendo dall’IMU qualcuno disse che andava assolutamente tolta e qualcun altro gli rispose che era pura demagogia, che a lui non cambiava la vita 40 euro all’anno in meno da pagare, che erano ben altre le cose da fare, che si stava solo perdendo tempo; dal momento che l’altro ribattè che si trattava di una priorità assoluta le cose non andarono mai più avanti di così, il Blumen fu in ostaggio dell’IMU. Dopo l’ultima fetta di sacher che faceva tanto saluto all’inverno, tutti se ne andarono alle loro case con i giovani che si erano ripromessi di spiegare ai vecchi tante cose e i vecchi, pur facendo gli stizziti, che non vedevano l’ora di farsele spiegare, in fondo un pomeriggio così erano anni che non lo vivevano: il mondo alla rovescia, viva il governo, dunque.

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