Ma perchè la stampa ce l’ha tanto con Beppe Grillo?

punto_di_domandaDa tempo mi chiedo perchè la stampa complessivamente ce l’abbia così tanto con Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. E’ la vera oppositrice del  Movimento, non i Partiti che han perso elettori a causa sua.  Gli articoli che li riguardano non sono mai resoconti, riassunti, spiegazioni su proposte, obiettivi, cose fatte e da fare.  Nominano la parola democrazia ed il concetto che essa sottende. Mi risulta che questa parola significhi una forma di governo esercitata dal popolo, in forma diretta o indiretta.
Il giornalista dovrebbe fornire informazioni; poi potrebbe anche commentarle, ma sempre nella più assoluta obiettività; se avesse delle preferenze personali può esprimerle, anzi, deve farlo se lo ritiene utile per i suoi lettori, ma sempre dopo aver ottemperato alla prima funzione, che è quella di fornire informazioni, cioè raccontare, anzi, descrivere, i fatti come sono. Se così non fosse penserei che la persona non sta svolgendo il lavoro del giornalista, ma sta facendo il commentatore, che è un’altra cosa e quindi starebbe facendo un altro mestiere oppure che, del suo mestiere di giornalista, sta svolgendo solo la seconda parte. Quindi spargere notizie inesatte, o frammentate o,  se pur “virgolettate” inserite in un contesto “preparato” e subito commentarle,  è come dare la minestra precotta che non è la stessa cosa che mangiarla fresca.
Per tornare alla domanda che mi pongo,  potrei ipotizzare:
1) la stampa è arrabbiata con Grillo perchè non concede interviste: è già di parte e, per fedeltà alla parte e non al suo mestiere, non può essere dalla parte di Grillo, altrimenti si troverebbe in un conflitto di interessi che, come ben si sa, in Italia è un vero tabù
2)  il M5S è il primo gruppo parlamentare in termini di rappresentatività di cittadini italiani,  che ci piaccia o no e alla stampa la cosa non piace per niente (ma pppperchèèè?).
La Stampa nobis docet:
I grillini non sono democratici, il loro capo-comico si comporta da padrone, i loro eletti non sarebbero stati niente se non ci fosse stato lui (e i vari milioni di elettori che  sono andati alle urne?).
Il loro capo usa un linguaggio aggressivo.
Se chiedessimo ad un giornalista serio cos’abbia contro Grillo, risponderà niente da dire a chi lo vota (ne sei proprio sicuro?), confermerà che non critica il Movimento ma il fatto che esso abbia un padrone.  Nel caso di Grillo generalmente si chiama padrone, negli altri casi li chiamano leader o tycoon o capo carismatico. Grillo è un padrone e se non è un padrone è un dittatore, nel migliore dei casi è un ex comico, per i più inferociti è ancora un comico che però stranamente non li fa per niente ridere. La loro rabbia tracima, a volte esposta senza pudore, altre volte abilmente spalmata in tante azioni di “convincimento” come nel trasmettere in televisione la sua riunione pre-comizio a Ragusa con quattro gatti evitando di trasmettere quella serale a piazza piena, come al solito. Sono questi giochini che fan riflettere.
L’altra critica è che gli eletti non sono rappresentativi perchè votati in rete e perchè, se non ci fosse stato lui, sarebbero stati politicamente inesistenti.
C’è qualcuno che conosce gli eletti proposti a spinta dai partiti nelle famose liste con questo sistema elettorale? E quegli eletti, per favore, quegli eletti deputati e senatori, capi delle varie commissioni governative a Roma e di varie Società Municipalizzate del gas e dell’acqua spruzzate nei vari Comuni d’Italia ecc ecc ecc, c’è qualcuno che li conosce? Ma per favore !!!
E dunque questi eletti del Movimento 5Stelle,  essendo stati scelti in maniera politicamente desueta non rappresenterebbero nessuno… il sillogismo non mi torna.
Ahinoi, il linguaggio… il linguaggio… e la logica, dove la mettiamo?
Ma parliamone del  linguaggio aggressivo. Sono anni che altri politici-non comici ne dicono di tutti i colori prendendoci in giro con  subitanee smentite, suvvia. Come al solito in Italia siamo sovraffollati di regole che vengono rispettate solo a turno a seconda della comodità e a seconda delle sedi.
Conseguenze:
1)  Ritengo la modalità con cui la stampa affronta l’attualità e, nello specifico, il M5S, sia perdente di per sé: è lo stesso sistema attivato ai tempi della prima Lega, quella dura e pura dell’allora postpubere Bossi. E’ servita a farne un eroe simbolo dell’Italia da rifare.
2)  E’ la stessa modalità, un po’ più snob, che utilizzò il partito di sinistra che allora era al governo. Gli si argomentava perchè mai non dovesse lavorare sui conflitti di interessi che vieppiù si stavano intrecciando e aggrovigliando, sulle varie televisioni con un solo padrone ecc. e invece loro,  i militanti di alto livello, ‘ste pedisseque sciocchezze si son sempre rifiutati di considerarle, così  inesorabilmente legati all’idea dell’attivista di sinistra postbellico che parla, parla, parla di concetti altrettanto alti avvolto da nugoli di fumo, il teorizzatore di un mondo da rifare, dopo, nel futuro, naturalmente… nel frattempo,  ha lasciato che il popolo, quello vero, che si levava di buon’ora la mattina presto per andare a lavorare (quando, ahinoi, c’era ancora il lavoro), si addormentasse guardando tanta divertente pubblicità e tante belle ragazzone che dondolavano allegre…
I can get no contradiction.

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