Un Anno Parlato dalla Notte di Peter Handke – Recensione

un anno parlato dalla nottePeter Handke  –  Un Anno Parlato dalla Notte

Che dire, ovvia l’ idea di buttare pezzetti di sogno dalla notte appena trascorsa, l’umanità lo fa da sempre. Fascinosa ed elettrizzante l’ idea realizzata, il vedere questi brandelli di inconscio pubblicati. Per capirci qualcosa dovresti aver analizzato questo scrittore, non credo basti leggerne le opere. Così diventa un esercizio di vanità. Bello, indubbiamente, ma fine a se stesso. E allora a  cosa ci serve, che nutrimento ci può dare? Rarefazioni, attimi, dejavu che passano come meteore nel nostro cielo supremo, quello oscuro e se ne vanno chissà dove. L’impaginazione lascia spazio alla nostra scrittura, alla nostra interpretazione oppure alla nostra reazione emotiva a questi sprazzi di senso celati nel sogno. Quello che è vero è che tutto può diventare poesia, se ce la vedi, come in  ” E cos’ hanno fatto i tuoi genitori durante la guerra? ” – “Non posso raccontarlo, prima devo ubriacarmi ”-. O ancora “ Da quando ti conosco sanguini”, piuttosto che “Non appendere il cappotto nell’abete! Si spezza! ”. Sono poetiche diverse quelle della notte perchè vanno oltre la rarefazione della poesia, in un vortice che poi ci riporta esattamente da dove siamo partiti, ma con quel guizzo in più che solo l’inconscio ci può regalare.
Cosa c’è di più solenne e leggero al tempo stesso di “ Abbiamo bisogno di una trama che porti avanti, di un dramma che lasci intravedere il futuro. Una possibilità sarebbe il valzer”
Che ve ne pare? Non è profetico ed estremamente attuale…perchè non dargli retta?

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