Mercurio

mercurio-mitoAl secondo appuntamento hanno distribuito la seguente fotocopia:
Mercurio è un pianeta molto vicino al nostro Sole e per questo è il pianeta del Sole. Mette in comunicazione il nostro mondo interno con l’esterno. Presiede alle funzioni cognitive attivando il nostro cervello sinistro inglobando e decodificando tutte le informazioni che riceve dal mondo esterno; costruisce schemi, cataloga e immagazzina informazioni, è il pensiero logico. E’ domiciliato nei segni zodiacali dei Gemelli e della Vergine. Non sempre però il collegamento tra il mondo interiore e quello esteriore sono congrui, a volte, introiettate informazioni, non abbiamo trovato risposte adeguate e, per proteggere noi stessi, abbiamo iniziato a difenderci dalla confusione in un modo che influirà sulla nostra capacità di capire il mondo. Secondo l’Astrologia ciò accade se ci sono aspetti “difficili” con Plutone (si appare diversi da quello che si è portando una maschera), Nettuno (o si è troppo razionali o il contrario o si evade la realtà verso piani artistici), Urano (deve razionalizzare ogni evento della vita) e Saturno (senso di inferiorità da cui l’incapacità a relazionarsi).
Il Mito ci racconta che Mercurio, Hermes nella terminologia greca, nasce di buon mattino in una grotta ombrosa da Zeus e dalla ninfa Maia. A mezzogiorno inventa la lira fatta col guscio di una tartaruga,  e di sera, a quattro giorni di vita, ruba i buoi che pascolano beati di suo fratello Apollo, figlio di Zeus e di Leto, : li fa passare verso il luogo cui li conduceva su un terreno sabbioso e a ritroso, così da confondere sulla direzione. Un vecchio lo vede, ma Hermes lo minaccia se parla. Poi arriva al fiume Alfeo e, col legno di lauro, per primo accende il fuoco che si alimenta con la forza di Efesto.
Poi uccide due buoi e divide la carne in dodici parti, una per ogni divinità dell’Olimpo, egli compreso, ma non ne mangia; poi torna veloce alla grotta e si infila di nuovo nella sua culla, fingendo di dormire beato. La madre lo sgrida ma egli, astuto, le dice che è meglio gozzovigliare per l’eternità con gli Immortali in mezzo ad immense ricchezze che rattrappirsi in quella grotta buia, le dice anche che  vuole gli stessi onori di Apollo (stuzzicando la vanità della madre e mettendola in competizione con Leto per gli onori dati al figli) volendo diventare il capo dei ladri. Apollo, nel frattempo, cerca le sue mucche dalle corna falcate. Incontra il vecchio che gli dice solo di aver visto un bambino con  una verga in mano che camminava voltandosi, dietro alle mucche e che le mucche avevano la testa rivolta verso di lui. Raggiunge la grotta ed Hermes si copre nella culla con la sua lira sotto il braccio. Apollo lo minaccia che se non gli dirà dove sono le sue mucche lo scaraventerà nel buio mortale del Tartaro a regnare sui morti. Hermes nicchia, come potrebbe un piccino fare tanto? Giura sulla testa di suo padre di non saperne nulla. Apollo non gli crede, ma sorride a tanta mistificazione e lo nomina capo dei ladri per l’eternità, fa per prenderlo in braccio ma Hermes lancia un peto e uno starnuto e Apollo lo lascia cadere. Giungono davanti a Zeus, padre di entrambi ed Hermes si difende: Apollo è piombato a casa mia accusandomi senza testimoni e vuole costringermi a confessare, solo perchè lui è un ragazzo robusto e io un piccino. Zeus scoppia in una grande risata e invita i fratelli alla concordia. I due raggiungono le mucche al pascolo ed Hermes fa sì che i rami di salice con cui Apollo voleva legare lui e le mucche, mettessero radici al suolo impedendo così alle mucche di muoversi, dopodichè suona la lira. Il suo suono melodioso affascina Apollo che ammira l’invenzione di Hermes e desidera ardentemente appropriarsi di quello strumento che produce serenità, amore e dolce sonno. Egli aveva accompagnato fino ad allora le Muse Olimpiche ma col suono del suo flauto. Lo scaltro Hermes si mostra benigno e gli regala la lira ottenendo da questi in cambio la verga, la dignità di pastore e la carica di messaggero-guida, presso la casa di Ade, il dio degli Inferi, il luogo delle anime dei morti ed Hermes diventa così lo Psicopompo.
Hermes non usa mai la violenza, ma la forza dell’intelligenza e dello scherzo, è il trickster, il burlone, colui che sa muoversi con leggerezza tra i due mondi, quello dei mortali e quello degli immortali.
E’ raffigurato come un giovane dai calzari e dal cappello alati, con in mano un caduceo e, a volte, un borsellino. E’ guida delle anime e della ricerca di significati profondi della vita. Colui o colei che è in contatto con questi aspetti di Hermes è indirizzato verso ciò che è sacro e segreto, ai misteri della morte e dell’aldilà.”
Prenotato a parlare la signora Cammela:
“Se non lo capisco io Hermes non lo capisce nessuno, potrei dire che io uno così lo riconosco da lontano, hanno un certo alurr (ha detto proprio così con tante erre finali), il mio datore di lavoro è sempre elegante e fa il possibile per fare solo quello che gli pare, quando è a casa è sempre al telefono con uno a cui racconta proprio tutto, per esempio che è riuscito a fare passare la spesa dell’albergo per tutta la famiglia come spesa di rappresentanza, così lui non paga niente, o che ha detto alla moglie che era a una cena di lavoro e invece era a cena con l’amante perchè me l’ha raccontato il cugino di mio zio che lavora in quel ristorante di lusso dove va sempre; ci va sempre anche con altre donne, così come l’ho beccato vicino ai bidoni della spazzatura abbracciato alla vicina di mansarda; poi mi fa “Cammela lei è la mia musa, una sera la invito a cena” e mi ha strizzato l’occhio. Ma è scemo? Se crede di comprarmi dicendomi che sono una vecchia macchina (la Musa ce l’aveva la portinaia dell’altro stabile vicino al mio e l’ha pure rottamata) becca male”
a quel punto l’ha interrotta Cimiteri:
“Scusate io non sono prenotato, ma vorrei far notare che Hermes è sì quello che dice la signora Cammela, ma anche qualcosa di più, per me è complesso perchè lo trovi dalle stalle alle stelle… io ho conosciuto un tizio così, faceva il becchino, poi si è dato all’arte ed ha anche avuto successo, da un certo punto di vista… con lui si andava a donne… ehm scusate le presenti… e poi si parlava di cose dell’aldilà anche per ore e lui mi lasciava sempre con una dritta che mi aiutava a capire altre cose ancora… sì, una figura davvero affascinante con quella sua capacità di parlare di tutte e due le cose con estrema facilità ed appropriatezza”, il dibattito è poi proseguito con le rievocazioni di grandi truffe e di grandi rapine di cui mai si sono trovati i colpevoli.

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