Commestini impara a dire “No!” 2

noQuella domenica pomeriggio alle 16.00 precise il piccolo drappello degli iscritti, una decina, si era disposto in 2 linee ordinate di due sedie ciascuna, all’arrivo della maestra Esmeralda si erano alzati tutti in piedi e lei, con un mezzo sorriso anche quello contenuto ed un gesto della mano li dissuase con un “comodi, comodi”. Un raggio di sole dopo il temporale batteva proprio sul ricciolo che impertinente le cadeva sull’occhio sinistro e che lei con un gesto deciso riportava al suo posto dietro l’orecchio
– Vedo che ci siete tutti, bene, lei Commestini venga qui in prima fila, che ha più bisogno, gli altri van bene così, semmai mi riservo di cambiarvi di posto strada facendo.
Una leggera sensazione di disagio interruppe quell’atmosfera lieta, ma la maestra Esmeralda in quel momento rifulgeva nella sua chioma rossa come un faro nella notte e le sorprese che si aspettavano da lei superavano di gran lunga le perplessità.
– Se siete qui per vivere meglio intanto procuratemi una lavagna, tenere alta la vostra attenzione solo con la mia presenza potrebbe essere difficile, dunque per vivere meglio, oltre alla lavagna, bisogna che capiate come vi muovete, come vi sentite e cosa pensate ecc ecc ecc…
Commestini ormai in prima fila, dunque allontanato da Gargoglia che si era messo in fondo, era piuttosto rilassalo investito della dignità del capoclasse, e alcuni già chiacchieravano, tanto poi Commestini avrebbe loro spiegato tutto.
– Bene fate attenzione prendiamo lui ad esempio (Commestini), deve andare da sua moglie che… se non sbaglio è assente, vero?
Intanto scrutava l’assemblea mentre gli altri si guardavano tra loro dicendo “No, no non c’è”.
– Benissimo, lei deve andare da sua moglie per chiederle, già chiederle, belle abitudini che le ha dato, di poter uscire col suo amico per una serata tra vecchi amici, quelli che rimangono, naturalmente, dei vecchi amici, cosa le succede?
– Ci vado
le risponde Commestini
– Bugiardo!
– Cominci a pensarci davvero e mi dica cosa sente?
– Gli uccellini dopo il temporale.
Le risate dell’assemblea sbloccarono la sensazione di disagio.
– Se penso di dover andare da sua moglie a chiederle di lasciarlo uscire con me io comincio un po’ a sudare e mi sento un po’ nervoso, un po’ tanto.
Interviene Gargoglia dall’ultimo banco.
-Sì sì lui suda.
Aggiunge Commestini.
– Sì,io sudo e tu te la fai sotto.
– Miei cari alunni vedete bene che non è facile, se ci si comporta così, avere successo! Dovete recarvi sereni da lei, pensare a chissà cosa avrà da dirvi, non suderete né attiverete altre risposte fisiche e valuterete cosa vi risponderà. Sono certa che ognuno di voi avrà il suo campo di allenamento.
Cimiteri, appoggiato alla colonna, giocherellava con la sua sciarpa di seta amaranto.
– Sarebbe a dire che che se io penso di fallire fallisco?
– Perfetto, lezione conclusa con successo! Grazie a tutti, ci si ritrova esattamente fra tre giorni.
E se ne andò, lasciando anche loro nasi all’aria, col suo ricciolo balzellante e una scia di Caleche nell’aria.
Tre giorni dopo, all’appuntamento, tutti notarono l’occhio nero di Commestini, tutti gli chiesero cosa fosse successo e a tutti rispose “Gli anticoagulanti!”
Gargoglia ogni volta precisava il nome commerciale del prodotto implicato “E’ il Maruzzellin” . Esmeralda Sviluppo fu mossa a pietà e con voce flautata disse
– Adesso basta, queste cose vanno affrontate una volta per tutte e io vi insegnerò come fare.

 

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