L’amicizia… al Blumen

teieraDopo gli eventi didattici con tanto di psicodramma, tutto al Blumen si era disposto come al solito, gli scacchi parevano di nuovo in bell’ordine come per ricominciare la partita dopo che il perdente l’aveva disordinata in malo modo. Apparentemente. In realtà Gargoglia non era più lo stesso, l’uomo disponibile, sorridente, propositivo che tutti conoscevano. Cosa si nascondesse dietro a quell’improvviso cambio d’umore non fu subito palese alla piccola comunità che sconcertata si interrogava. Fu la nonna che diede il via alle indagini chiedendo alla maestra, ex, Esmeralda, come fosse andato il minicorso cui lei non aveva partecipato, adducendo la scusa di un lieve malanno, in realtà per puro snobismo. Al dettagliato resoconto della signorina Sviluppo la nonna cominciò a preoccuparsi e chiese la presenza di Gargoglia, che non si presentò. Mai prima d’allora era successa una cosa del genere, che qualcuno del Blumen rifiutasse un tè dalla nonna, eppure quella volta accadde e la nonna decise che era il caso di soprassedere all’affronto. Lo bloccò di ritorno dal garage dove, per un’abitudine antica, andava a giocare all’Enalotto di nascosto dalla moglie, anche perchè lei non lo voleva troppo in casa mentre puliva, anche quella, sì, ed aveva continuato a farlo anche quando lei aveva tolto il disturbo. Nel garage, per anni, Gargoglia aveva compilato sistemi, molte volte con successo, per sé e gli amici. La nonna lo affrontò come al solito molto diplomaticamente e prendendola alla larga
– Che succede signor Gargoglia non la si vede più in giro e il suo sguardo è… arrabbiato… –
– È vero ma non ne vorrei parlare sono troppo amareggiato… è per Commestini… gli ho dato tutto, gli ho persino offerto la mia casa, l’ho spinto a fare il corso della signorina e a un certo punto ho pensato che ce l’avrebbe fatta a mollare quella strega… e invece lui è tornato da lei con la coda tra le gambe non ce la faccio a sopportarlo, sono deluso… non so neanche io cosa mi succede, mi lasci entrare, per favore, vorrei stare solo –
La nonna in effetti si era appoggiata alla porta di Gargoglia impedendogli l’entrata.
– Gargoglia, non sia sciocco, cosa si aspettava, che la lasciasse per stare con lei a mangiare scatolette? –
– Mi cerca solo se ha bisogno –
– E lei poteva rifiutarsi –
– Se era un vero amico, come lo sono stato io, non avrebbe dovuto voltarmi così le spalle! –
– Commestini non è come lei, Gargoglia, si ricordi che da lui può ricevere solo quello che lui le può dare e, conoscendo Commestini, non potrà mai restituirle tutto quello che lei gli ha dato!! Cerchi di non pensarci, per favore! –
A quel punto si è sfilata dalla porta e si è allontanata, c’era altra gente appoggiata alla ringhiera delle scale che però non proferì parola. Tutti si ritirarono nei loro appartamenti.
Gargoglia chiuse la porta alle spalle e all’improvviso vide il suo appartamento come fosse la prima volta e dentro una specie di ombra e nell’ombra il viso bellissimo di sua moglie… che lo guardava male perchè non si era tolto le scarpe fuori casa… una sensazione di profondo disagio e di stupore lo impietrì, poi si riprese ed andò a suonare dalla nonna guardandola muto con gli occhi spalancati. La nonna, imperterrita, gli disse
– Ha capito, adesso, perchè è così tanto arrabbiato? –
lo ha abbracciato e lo ha invitato a prendere il tè con altri due dirimpettai che, nel frattempo, si erano affacciati dalle loro porte incuriositi.

 

Fiori Fatati

timoUna esperienza intensa è quella di andar per boschi, su per i monti. Ad una certa altura sui pendii potete trovare una pianta a me molto cara che si chiama timo odoroso. Prendete poche foglie ed annusatele. Io la amo perchè mi ricorda vagamente il profumo di origano fresco con cui cospargevamo la pizza tirata a mano impastata col lievito di birra. In effetti non c’entra assolutamente niente, ma le connessioni olfattive sono queste, vedete voi.
Anticamente era il timo che alimentava la fiamma dei sacrifici più antichi, i “nephalia”.
Si dice che sia amato dalle fate e se volete incontrarle dovete fare un infuso con le sue infiorescenze, ma non portate l’infuso dentro casa, potrebbe essere pericoloso; il fiore è ricercato dalle api operose che producono da esso un delizioso miele, di timo, appunto.
Immaginate questo: una donna tiene nella mano destra un ramo di timo sul quale vola un’ape e nella mano sinistra un ramo di mandorlo insieme con un ramo di gelso, ai suoi piedi c’è un gallo che ruspa. Plutarco collega questa pianta agli uomini generosi che dall’austerità traggono vantaggi: il mandorlo avvinto al gelso significano che la persona diligente non può svolgere di fretta il suo lavoro ma deve coniugare operosità e pazienza secondo il motto “festina lente” rappresentato dal mandorlo, primo albero che fiorisce e dal gelso, l’ultimo a fiorire; il gallo che ruspa lo fa perchè deve trovare ciò che cerca e nel farlo discerne ciò che è utile da ciò che non lo è. Nel Medio Evo le dame, per favorire la virtù della Diligenza nei loro cavalieri, donavano loro una sciarpa su cui era ricamata un’ape che volava attorno ad un ramoscello di timo. Nel linguaggio dei fiori il timo simboleggia l’operosità e l’amore duraturo.
Dunque a tutti un “festina lente” nella più piovosa delle estati!

Commestini impara a dire “NO”! 5

Peperonata-12-600x568L’ atmosfera rabbiosa dei giorni precedenti si era rarefatta e uno strano effetto-aspettativa aleggiava.
Esmeralda, in piedi con le mani appoggiate al tavolino come a una cattedra, vide Commestini arrivare ciondolando col suo bel sorriso sempre aperto, anche quando non avrebbe avuto niente da sorridere, unirsi agli astanti e a tutta l’assemblea che lo guardava con speranza.
“Ho deciso che me ne vado definitivamente da qui…da lei…speravo che lei cambiasse…quando mi ha chiesto di non sdraiarmi sul divano che lo aveva appena sistemato io avrei dovuto dire No!
Non l’ho fatto e pensando di farle un favore, sono andato a sdraiarmi sul letto, allora lei ha cominciato ad urlare che l’avete sentita tutti, diceva che aveva appena rifatto il letto e fino a sera io non ci potevo andare! Io…non so cosa dire…ma capite anche voi che così non si può andare avanti.
La signorina Esmeralda Sviluppo si sentì di dire queste parole, un filino sottovoce…
”Caro…ehm, signor Commestini, forse dovremo abbassare le nostre aspettative sulla signora, non crede? E voi tutti non lo credete?”
“Come sarebbe a dire?” Gargoglia appariva già su di giri.
“Intendo dire che gli altri non cambiano se non lo vogliono….”
“Intendo anche dire che, proprio per questo, Commestini, come ciascuno di voi…di noi…deve pensare prima di tutto a se stesso!” intervenne la relatrice.
“Ma perchè deve cambiare lui se è lei che sta sbagliando? Lo sa che quella donna deve tutto a lui? Lo sa come ha fatto a farsi sposare?” Gargoglia era infervorato e Commestini abbassava la testa.
“Non credo che sia stato costretto a farlo, vero signor Commestini?”
“No, no, anzi, lei era così gentile, dolce, diversa!”
“Adesso deve chiedersi se vuole davvero sopportare per recuperare qualcosa o se non è più disposto a farlo, come mi è parso di capire…deve anche pensare se ce la farà a stare da solo…”
“A stare solo non se ne parla” stavolta la voce non era più quella dell’amico Gargoglia ma della Cocoscia Nella che si era alzata dallo sgabellino e gli sorrideva.
“Sarebbe meglio se l’occasione che ci porta il signor Commestini fosse utile anche a ciascuno di noi per capire cosa, secondo noi, egli ha sbagliato, per non dover dare tutta la colpa alla signora, anche se ci sembra cosa ardua, in effetti…”
“Secondo me, lui ha sempre sopportato perchè pensava di non farcela senza di lei e lei ne ha approfittato” Cimiteri sembrava pensare ad alta voce
“Perfetto, lui ha subito la moglie mentre si illudeva che lei cambiasse, lei non lo ha fatto e lui ha iniziato piccoli sabotaggi arrivando ad odiarla, semplice no?”. Sviluppo era orgogliosa della sua conclusione, il ricciolo si era definitivamente fermato sull’occhio dondolando a cavaturacciolo.
“Vorrei spezzare una lancia a favore della signora che nel tempo è diventata così aggressiva da rendersi antipatica a tutti. Chi non ci dice che noi avremmo fatto la stessa cosa al suo posto?” Diego, che non aveva mai parlato prima, aveva lanciato una ulteriore sfida
La signora Ferranti difese l’ipotesi di Diego, dicendo che sarebbe stato anche ora che gli uomini facessero qualcosa in casa: da lì nacque una guerriglia che si estinse solamente quando il profumo della peperonata della Maruzzella si espanse nell’aria: Commestini, come spinto da un atavico riflesso condizionato, si alzò dalla sedia e si diresse in silenzio verso casa, seguito dallo sguardo perplesso degli astanti.
“Avete capito adesso come ha fatto quella là a farsi sposare?” fu il pensiero di ciascuno.

 

 

 

 

La politica del Nautilus

320px-Nautilus_PalauCosa stia succedendo è abbastanza chiaro: piuttosto che precipitare, gli italiani si sono aggrappati a un’ altra possibilità che desse loro sicurezza, giovinezza e felicità. Tante parole, tanto opportunismo, pochi fatti. I veri cambiamenti non solo non ci sono, ma continuano ad essere promessi fra 30, 60, 90 gg come i conti da pagare?  Adesso ci siamo dati qualche possibilità in più, il pagamento è a mille giorni! Mille giorni sembrano pochi ma se li traduciamo in anni sono tre! Questo è il divertimento! Adesso ci sono nuove alleanze improbabili, tutto e il contrario di tutto, purchè ci si mantenga incollati al potere infarciti di buoni propositi, come diceva quello? La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni!
Le leggi, emanazione del Parlamento, vengono modificate, è questo il termine giusto? fa niente, avete capito cosa intendo, ed ecco pronta una sicura alleanza che ci permetta di tagliare fuori le riserve che fino a ieri stavano in panchina a scaldarsi i muscoli, quelle sì piene di voglia di mettersi in gioco, quelle ancora ci credono. La politica del caos, tutti contro tutti, apparentemente, e quella del tutti insieme, appassionatamente; chissà perchè certe leggi appaiono immodificabili e altre si sistemano in quattro e quattrotto; perchè non aumentare ulteriormente il numero delle firme per chiedere un referendum? Per illuderci che abbia valore? Quanti ne sono passati finora? Quanti vinti e mai messi in atto? Chi aveva sempre detto peste e corna di qualcun altro adesso ne parla seriamente e con stima!!!! Tutto ciò è semplicemente demenziale! C’è un solo elemento accomunante: la sete di potere, l’ambizione fasciata di bontà, con una corona di denaro e facilitazioni che rendono tutto ancor più verosimile. La casta quando è attaccata, da qualsiasi parte arrivi l’attacco, si attorciglia su se stessa e si difende come un nautilus che scende in profondità e aspetta acque migliori e quando emerge lo fa di notte, colpisce alla cieca, pur di difendere ciò per cui ha combattuto di giorno, si può nascondere fino a 500 metri di profondità e di notte può salire in superficie; l’emissione del getto d’acqua del mollusco provoca una spinta che permette anche rapidi cambiamenti di direzione.
Le nostre piccole vite si muovono nell’universo sperando nella bontà che è la sola personificazione della speranza, un suo sottotitolo.
Crediamo di essere protagonisti, ma lo siamo solo fino a un certo punto, anche delle nostre vite. Dobbiamo decidere di cosa occuparci delle nostre vite, e cercare di farlo al meglio. Un’altra speranza sarebbe quella di pensare che l’ultima parola dovrebbe essere la nostra, almeno per quanto riguarda la nostra specifica esistenza. Sarà così?
Una sola certezza: anche coloro che tengono le fila, quando si renderanno conto che il filo si è rotto diventeranno come tutti noi, solo molto meno allenati, ma a quel punto non importerà più a nessuno, ci mangeremo spaghetti allo scoglio in riva al mare una notte d’estate pensando, in fondo in fondo, a quant’è bbellooo il nostroppaeseee mentre un altro nautilus dalla cresta dell’ acqua ci guarderà sornione.