Alla fine del sonno di Willem Frederik Hermans – Recensione

Alla-fine-del-sonno-Hermans-copertina-191x300Anticipo tre cose, la prima è che, se non amate la montagna, probabilmente questo romanzo non fa per voi; secondo, questo non è un libro di montagna; la terza è solo divertente: terminatane la lettura, ho iniziato un altro libro “La presa” di Stephan Enter, che, stranamente, era scritto da un olandese, così come è olandese l’autore di Alla fine del sonno: Lotte, una protagonista della mia seconda lettura, porta con sé nello zaino proprio questo libro e definisce il suo protagonista, Alfred Issendorf ,“un mitomane e un pappamolle”. Non ho terminato “La presa” per cui presumo che Lotte ne abbia fatto una lettura precipitosa o l’abbia interrotta per gli avvenimenti che travolgono lei stessa, sicuro è che dissento totalmente da quel giudizio. Il giovane geologo si e ci trascina in un’impresa estrema ai confini delle possibilità umane. Per portarla a termine ci vuole fortuna e una volontà indefessa, impigliata, calcificata che la sostenga: Alfred deve rendere onore a quel padre che, se non fosse improvvisamente morto appena prima del suo settimo compleanno, gli avrebbe regalato un meteorite che aveva a lungo cercato per lui.
Alfred cresce, alacremente e furbescamente alimentato dalla madre che lo nutre con un mito maschile fallimentare che Alfred dovrà riscattare. Tuo padre non ce l’ha fatta, ce la dovrai fare tu. Inseguendo miti altrui, rinunciando alla propria passione di diventare flautista, studia geologia e dedica la propria esistenza alla ricerca del meteorite che gli darà la gloria. Il meteorite sarà l’obiettivo della spedizione nell’estate senza notte e senza sonno del vero profondo Nord. Lo accompagnano altri tre giovani geologi norvegesi. Al termine della spedizione tutto sarà diverso e chiaro e la vita rivelerà la sua beffa. Altro non posso dirvi.
Hermans fu geografo e scrittore, la sua scrittura pulita e chiara, trascina e trasmette la realtà delle cose così come sono, ma, al tempo stesso ti fa scoprire la complessità nella semplicità, come dall’alto di un idrovolante che sorvola le coste a picco e frastagliate della limpida Norvegia.

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