Sospetti

punto_di_domandaChe volete che vi dica? Avete qualche idea di chi possa aver sparato? O di chi possa aver telefonato?
Sparato, un sospetto a mia nonna sarebbe venuto anche, ma non si spiega dove abbia potuto prendere la pistola la persona sospettata. Tutti han pensato alla Cornelia Maruzzella. La nonna dice che fondamentalmente non è cattiva, solo dittatoriale quindi infantile, potrebbe aver sparato per minacciare l’ormai abbandonato al suo destino marito signor Commestini, avrebbe sparato in aria così, per spaventarlo. Il perché è sussurrato dalla Marticola, lui dovrebbe stare sempre nel letto, se si alza fa disordine, trascina le ciabatte, lascia le cose in giro, va in bagno senza chiedere il permesso e non tira l’acqua, insomma lei non ce la fa più a tenere un minimo di ordine e di igiene, di igggiene!, e così lo vuole a letto contornato al suo capezzale da pappagalli e padelle alla bisogna. Forse si sarà alzato approfittando di un momento di disattenzione di lei, chi lo può sapere. Se fosse lei la colpevole, la vita di Commestini sarebbe decisamente in pericolo, ancora una volta. Occorrerà scoprire se ci sono buchi nelle pareti, occorrerà cercare di far parlare quell’uomo che tutti ormai immaginano a letto con la coperta tirata fino al collo, occhi spalancati, dentiera in caduta libera, mento tremolante. Il foglio in bacheca parla chiaro “Cercasi volontario per investigazione, si richiedono capacità di osservazione, di distrazione e sangue freddo!”

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Aneliti di libertà al Blumen

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn attesa di conoscere l’autore degli spari, compito che ogni abitante del condominio si è dato con senso di volontarietà e fratellanza, il Blumen è stato invaso di volantini innneggianti alla libertà. Foglietti svolazzanti erano sparsi per tutto l’androne e da lì verso la scala esterna e alcuni random anche nelle strade circostanti. L’autore esprimeva la sua indignazione per essere costretto ad uscire di casa alla chetichella guardandosi attorno con circospezione per paura di ricevere una pallottola volante, come spesso si legge nei fatti di cronaca di certe città, per essersi illuso che almeno questo fosse rimasto uno dei pochi condomini della città con un po’ di decoro e che adesso anche il valore degli appartamenti si sarebbe svalutato a causa dell’ultimo fatto di cronaca. Il senso di disagio era espresso dall’autore con chiarezza, ma altrettanta ne traspariva dalle espressioni, dai modi di fare, dall’abbigliamento, in particolare degli elementi di sesso maschile del condominio: le uscite serali settimanali per la carta e le quindicinali per la plastica si sono ridotte decisamente, le poche persone che si azzardavano erano vestite sempre di nero con strane tracce di carboncino sulle guance. Un altro messaggio in bacheca invitava le signore sole a non esitare a chiamare per farsi accompagnare ai bidoni e si raccomandava inoltre che non s’azzardassero ad andarci sole per nessun motivo. Qualcuno aveva apposto in un altro foglio, questa volta di un tenue azzurrino, un invito a non lesinare scelte più azzardate come, per esempio, quella di andare a prendersi un caffè dopo la puntatina ai bidoni. Alla fine si decise che tutti insieme si trovassero nell’androne ad un’ora stabilita e che da lì tutti insieme, uomini davanti e dietro e donne in mezzo, si sarebbero recati ai bidoni e da lì, già abbigliati per uscire, avrebbero fatto una passeggiata in piazza per farsi compagnia.
La nonna ha commentato che in fondo, al Blumen, nonostante girassero armi non denunciate, sicuramente la gente si voleva bene: è il principio della guerra fredda, siamo entrambi armati, io so che tu sai che io so, vediamocela insieme che ci conviene. Il deterrente paura ha concorso ulteriormente a riunire gli abitanti, tutti quanti decisi, comunque, a farla pagare allo sparatore se mai lo avessero individuato. La sera della prima uscita si trovò anche la Marticola nel gruppo, agguerrita più che mai contro colui che aveva combinato quel guaio telefonando alla Polizia. Tutta quella gente aveva sporcato le parti comuni del condominio proprio quando lei aveva terminato il suo lavoro, inoltre nessuno di loro, tranne colui che aveva telefonato, aveva mai sentito sette spari. La cosa, a pensarci, sembrava davvero demenziale, ed era proprio di quello che stavano parlando quando videro Cocoscia Nella, agghindata come per andare ad un cocktail, scendere lentamente le scale dondolando leggermente un sacchetto rosa trasparente di rifiuti…

Poesia dorsale: il concorso

IMG_5586Qualche settimana fa vi ho parlato della poesia dorsale e siccome ne sono davvero entusiasta ho pensato di organizzare un concorso a tema per voi. Il concorso ha poche regole, ma precise:

1) potete utilizzare qualunque tipo di libro per comporre la vostra poesia

2) il tema delle poesie è libero

3) chiunque può partecipare e inviare la propria poesia

Inviate le vostre foto di poesia dorsale a silenziosamentealmattino@gmail.com.

Il 10 gennaio 2015 pubblicherò il nome del vincitore che sarà scelto da me personalmente  e si aggiudicherà in premio i miei libri in formato ebook Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo e Pieno di Luna.

 

Che la poesia dorsale abbia inizio!

Nuovi inquietanti scenari al Blumen

Unknown-2Non posso stare tanto tempo senza parlarne, anche se lo vorrei, credetemi, ma gli abitanti del Blumen sono effervescenti e non danno tregua, le loro bollicine esplodono e devo riferire. Ultimo evento. Ritornando a casa vedo la strada davanti al Blumen bloccata da auto della Polizia, una ventina di poliziotti in assetto antisommossa, qualche testina affacciata ai balconi, un poliziotto che le urla “Stia dentro!”. Qualcuno del Blumen ha telefonato dicendo di aver sentito sette spari! Penso, “stavolta ce l’ha fatta” e voi sapete cosa intendo. Mentre cerco di raggiungere il mio appartamento scortata, dalla tromba delle scale si diffondono urla sovrumane, è la voce di un uomo ma non è Gargoglia o Commestini o la Maruzzella dopo che per sbaglio ha assunto testosterone, in quell’accozzaglia di ordini e contrordini riconosco la voce di Ramazzotti. Strano, è appena tornato dal mare, bello fresco ed abbronzato, eppure quella voce è proprio la sua e quello che esce da quella bocca non lo posso riferire. Riesco a capire che ce l’ha con quella che abita due piani sotto a lui, la Ferranti, che continua a lamentarsi del fatto che farebbe rumore…è un fiume in piena quell’essere in cui Ramazzotti si è trasformato, non è più quel ruscelletto di pianura che irriga discreto le risaie. Per almeno dieci minuti qualcuno dei poliziotti cerca di calmarlo, invano. Quello che si sente sono disperate urla con corteo di epiteti. A dire il vero i volti di alcuni degli abitanti non parevano tanto impauriti, come se sapessero che non avrebbe fatto del male a nessuno, c’era per lui una sorta di rispetto, come se fosse stato scelto da un’assemblea democratica per esporre tutta la rabbia che da mesi tutti quanti covavano nei confronti di quella donna intollerante che aveva, evidentemente, superati i limiti. Purtroppo però i limiti, anche se solo verbali li aveva superati un incontenibile Ramazzotti. Ma la prima domanda che ora tutti si fanno è “chi ha sentito quei sette spari?” cioè “chi ha chiamato la polizia?”, e la seconda “perchè ha mentito?”