“Sottomissione” di Michel Houellebecq – recensione

sottomissione

Che dire, l’uscita di questo libro sembrerebbe essere stata studiata a tavolino da un navigato editore, ma non è stato così. La vita ha dettato i tempi. “Sottomissione” narra della vita insipiente di un docente universitario, Francois, che vive annidato nel suo appartamento arroccato nel cuore di Parigi, impregnato di quella cultura “alta” che lo distanzia dagli umani, grande esperto di Huysmans che nella maturità si convertì al cattolicesimo. Annoiato e sarcastico, sa guardare a sé con un atteggiamento antropologico, impegnato nell’ossessiva cura del soddisfacimento delle sue necessità primarie. Le elezioni alla presidenza della repubblica francese smaschereranno le carte e la sua nazione, di antica tradizione libertaria, si troverà a fare delle “scelte” apparentemente incomprensibili, ma che vedremo, strada facendo, sempre più giustificabili man mano che il nuovo potere si insinuerà nella coscienza liquida di ciascuno, alla ricerca di un benessere “tranquillo” e non più ideale. Ciascuno, sottomettendosi, giustificherà così la sua sopravvivenza. Questo decadentismo post-tutto è un aspetto che, ci piaccia o no, dobbiamo guardare e col quale dobbiamo confrontarci: di fronte a certe prese di potere colme di violento e folle vigore giovanile una società ammalata non può ribellarsi e non può farlo semplicemente perchè sta morendo. I “valori” per cui dovrebbe combattere si sono annacquati, solo quando scoppia l’aggressività esasperata ed omicida, qualcosa si risveglia in alcune coscienze, ma è come la fiamma di un cerino. Una società esangue che non sa più offrire ideali ai suoi giovani non può che annullarsi, schiacciata da quella stessa forza vigorosa ma anche folle che ha in seno e che non ha saputo coltivare, schiacciata dalla sua stupidità, cieca di fronte alle enormi risorse di una gioventù potente anche solo della sua stessa forza biologica. Tutto ciò è semplicemente tragico, ma è. Nel piccolo delle nostre coscienze, nel grande della sensibilità di una nazione non siamo in grado di trovare un significato che non sia il mero sopravvivere, e avendo rinunciato al resto, non potremo che sottometterci.
Un romanzo che non può non farci pensare, oggetto di varie critiche, sia dal punto di vista contenutistico che letterario, non è contro l’Islam, è contro di noi,  flebili forze irrimediabilmente perdute. Da leggere!

“Sottomissione” di Michel Houellebecq

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...