Un saluto e un ringraziamento a tutti voi

Carissimi, è l’ultimo post di questo, a mio non modesto avviso, bellissimo blog che per anni, puntualmente, ci ha accompagnati settimana dopo settimana.
Nel salutarvi e ringraziarvi auguro a tutti voi di coltivare l’attitudine alla introversione silenziosa, al fertile ascolto, alla riflessione contenuta, alla esplicitazione di un pensiero masticato, limato da liberare con gioia. La preziosità della parola va protetta. Non è più tempo di cose strillate, perchè siamo diventati sordi, né di condivisioni di emozioni o piccoli fatti, perchè ci annoiano terribilmente, né di monitoraggi minuto per minuto di vite altrui che assorbiamo intossicandoci. Occorre ritirarsi e mirare all’essere. Spero di avervi divertiti e fatto compagnia per un pezzetto di strada. Intendo rinchiudermi nella torre e riprendere a scrivere sistematicamente storie. Perchè non provate anche voi?

Annunci

Fiori Fatati

timoUna esperienza intensa è quella di andar per boschi, su per i monti. Ad una certa altura sui pendii potete trovare una pianta a me molto cara che si chiama timo odoroso. Prendete poche foglie ed annusatele. Io la amo perchè mi ricorda vagamente il profumo di origano fresco con cui cospargevamo la pizza tirata a mano impastata col lievito di birra. In effetti non c’entra assolutamente niente, ma le connessioni olfattive sono queste, vedete voi.
Anticamente era il timo che alimentava la fiamma dei sacrifici più antichi, i “nephalia”.
Si dice che sia amato dalle fate e se volete incontrarle dovete fare un infuso con le sue infiorescenze, ma non portate l’infuso dentro casa, potrebbe essere pericoloso; il fiore è ricercato dalle api operose che producono da esso un delizioso miele, di timo, appunto.
Immaginate questo: una donna tiene nella mano destra un ramo di timo sul quale vola un’ape e nella mano sinistra un ramo di mandorlo insieme con un ramo di gelso, ai suoi piedi c’è un gallo che ruspa. Plutarco collega questa pianta agli uomini generosi che dall’austerità traggono vantaggi: il mandorlo avvinto al gelso significano che la persona diligente non può svolgere di fretta il suo lavoro ma deve coniugare operosità e pazienza secondo il motto “festina lente” rappresentato dal mandorlo, primo albero che fiorisce e dal gelso, l’ultimo a fiorire; il gallo che ruspa lo fa perchè deve trovare ciò che cerca e nel farlo discerne ciò che è utile da ciò che non lo è. Nel Medio Evo le dame, per favorire la virtù della Diligenza nei loro cavalieri, donavano loro una sciarpa su cui era ricamata un’ape che volava attorno ad un ramoscello di timo. Nel linguaggio dei fiori il timo simboleggia l’operosità e l’amore duraturo.
Dunque a tutti un “festina lente” nella più piovosa delle estati!

Io, la scrittura e tutto il resto: intervista a Enrica M. Corradini

Anche io, come altri autori, dico la mia sulla scrittura e la lettura in questa intervista pubblicata su Carta & Calamaio.

Ogni mattina un italiano si sveglia e decide di fare lo scrittore… Battute a parte, ciascuno di noi dovrebbe essere in grado di capire se la scrittura è una dimensione che gli è congeniale o meno, e rendere pubblici i propri lavori solo se – dopo un sincero esame di coscienza – è convinto di potere offrire ai lettori qualcosa di stimolante, degno di attenzione, che valga la pena di essere letto. Quali sono, secondo te, le premesse che “autorizzano” un aspirante autore a prendere in mano la penna (o la tastiera)?
Scrivere è una necessità individuale; pubblicare è un passaggio verso la relazione, da quel momento in poi la “creatura” non è più solo tua, è nel mondo e del mondo.
Non ho mai pensato di scrivere per offrire ai lettori qualcosa di stimolante o degno di attenzione o, addirittura, che valga la pena di essere letto. Ho pensato di pubblicare per condividere qualcosa di me con chi lo voglia fare. Scrivere è come gettare una bottiglia con un messaggio nel mare, chissà se mai qualcuno la troverà, se gli servirà… è una libertà assoluta, meravigliosa, legata al caso. Dunque le premesse sono: una passione sfrenata e una severità assoluta verso la propria scrittura

Come definiresti la tua scrittura?
La immagino incorniciata in una definizione come quella di “realismo magico”…

Secondo te è necessaria una preventiva formazione al mestiere di scrittore? Se sì in cosa dovrebbe consistere?
Non credo sia necessaria una formazione al mestiere di scrittore o, comunque, io non riuscirei a reggerla, nel senso di scuole di scrittura ecc; se invece si intende un lavoro estremo di limatura alla ricerca dell’essenzialità, credo che sia imprescindibile e che debba nascere da un notevole e faticoso lavoro introspettivo senza pietà.

Dicono che in Italia ci sono troppi scrittori e pochi lettori. Qual’è il tuo rapporto con la lettura?
Leggo troppo,  leggo sempre, dalla mappa della metro, alla pubblicità, al giornale, qualche poesia, saggi per lavoro e per diletto, romanzi, anche se con la lettura di quest’ultimi sono un po’ in crisi. Attualmente, a differenza dei tomi di cui mi nutrivo in adolescenza, ho una grossa difficoltà ad affrontare testi voluminosi, spesso li trovo terribilmente noiosi preferendo ad essi una scrittura scarna che vada al nocciolo. Le spiegazioni le lascerei ai libretti di istruzioni.

Spesso nei confronti di chi scrive – nel nostro Paese – nascono pregiudizi che alcuni autori liquidano con una alzata di spalle, mentre altri considerano penalizzanti. Tu ne hai riscontrati? Che ne pensi?
Che bello essere oggetto di pregiudizi, ma anche di critiche cattive, cattivissime, vorrebbe dire che mi conoscono in tanti senza magari avermi letta e che, alcuni mi hanno persino letta! Al momento non ne ho riscontrati sic. Il vero pregiudizio è che chi scrive oggi non ha niente di meglio da fare, un velleitario, ma, forse, non è neanche tanto sbagliato, se avessi di meglio da fare smetterei. Un momento, devo dire che un pregiudizio invece ce l’ho anch’io: penso che tanti scrivono, ma troppi pubblicano: dal “Come sono uscito dal tunnel della suocera” al “25 posizioni + altre a piacere news”,  o “I calciatori della mia vita”, mi irrita sapere che oggi una casa editrice seria,  per poter pubblicare uno scrittore altrettanto serio, deve vendere migliaia di copie di libri di cucina o le biografie della ex di ex, quindi se non ti piace la cucina o non hai frequentato calciatori e salotti buoni, sei fregato.
Ma sarà poi un vero pregiudizio? In fin dei conti anche loro han diritto a dire qualcosina, starà ai lettori sceglierli.

Qual’è la domanda che i tuoi lettori ti fanno più spesso?
Prima di leggermi “Ah scrivi?” Dopo avermi letta “Anch’io scrivo!”, oppure “Ma come fai?”, “Dove trovi il tempo?” oppure nessuna domanda oppure domande pertinenti a dubbi sorti dopo aver letto “Pieno di Luna” che mi hanno divertita tantissimo, ma che non posso ripetere per non togliere la sorpresa.

Che rapporto hai con i tuoi colleghi scrittori?
Non ne conosco personalmente; anche per quelli di cui non amo la scrittura nutro un profondo rispetto perchè ne condivido la fatica; con quelli che amo, viventi, ho un rapporto di sudditanza assoluta al punto che, se dovessi incontrarli, farei finta di non conoscerli, starei lì, incantata, a subirne il fascino; per quelli defunti, invece, ho una specie di culto, i loro testi hanno un posto speciale, non dico che ci sia del feticismo verso le loro opere, ma quasi.

Molti autori sostengono che la scrittura è una faccenda privata, non sono particolarmente inclini alla condivisione e allo scambio. Altri, più rari, caldeggiano l’importanza di un confronto. A quale corrente appartieni?
Entrambe le visioni hanno fatto e fanno parte di me: la scrittura è una faccenda privata, anche quando nasce con intenti propagandistici. Un giorno ho deciso di esporre la “creatura scrittura” al mondo perchè, come per anni avevo sopportato la necessità dello scrivere, ho poi avvertito la necessità di un confronto che non fosse autoreferenziale, forse era anche la voglia di condividere un peso, da un certo punto di vista.
Sono ambivalente, alcune cose, come la scrittura del diario, che compilo da anni, sono e rimarranno sempre private, per tutte le altre desidero addirittura il confronto, anche aspro, che non temo e rispetto.

E la chiesa Valdese?

Dopo aver scritto il post sulla neutralità dello stato che è vista negativamente dalla Chiesa Cattolica per la voce dell’arcivescovo di Milano,  ho trovato nella cassetta della posta un piccolo libretto intitolato “Altri discorsi quello che crediamo dalla A alla z” edito dalla Unione della chiese metodiste e valdesi. Data la semplicità della lettura l’ho divorato e vorrei mettervi a parte di un altro punto di vista cristiano.
Cerchiamo di essere una chiesa che accoglie tutti e non discrimina nessuno, né per ceto sociale, né per provenienza geografica, né per orientamento sessuale.
La Bibbia non è solo la parola di Dio per la Chiesa, ma anche per ogni singolo credente; ognuno deve poterla leggere e studiare personalmente, è il messaggio di Dio per lui; non va letta alla lettera ma cercando di arrivare allo spirito più profondo che la anima; non crediamo che debba esserci un magistero che possa dirci come interpretare le Scritture, crediamo che Dio, col suo Spirito possa illuminare il nostro cammino; interpretiamo la Bibbia sia prsonalmente sia in comunione con gli altri in assoluta parità.
Nella chiesa non servono gerarchie: tutte e tutti in assoluta parità, facendosi ispirare dalla Bibbia, si danno regole comuni e si impegnano a far conoscere l’amore di Dio al mondo.
Non c’è bisogno di credere al creazionismo né di rigettare il darwinismo, Dio è all’origine della creazione del mondo.
Crediamo che la fede ci debba spingere a preoccuparci perchè il mondo sia più solidale, perchè le differenze sociali non condannino molti alla fame e a farci analizzare criticamente il nostro rapporto col denaro, che esso non diventi lo scopo della nostra esistenza, ma rimanga uno strumento di scambio di beni.
Crediamo che Dio ci chieda solo di mettere Gesù al centro della religione e della fede; altre religioni, per essere graditi a Dio, chiedono rinunce e sacrifici, ma noi pensiamo che si facciano molte più cose per amore e per riconoscenza che per obbligo, siamo salvati per fede e la testimoniamo con il nostro operato.
La domenica è il nostro giorno per pensare ed essere liberati dall’assillo del fare e dell’essere, un giorno per gli affetti, per le nostre passioni, per pensare; riconosciamo, oltre alla domenica, il Natale che ricorda la nascita di Gesù, la Pasqua che ricorda la sua resurrezione, il giorno della sua Ascensione e quello della Pentecoste.
Gesù si è sacrificato per dirci che Dio ci ama nonostante i molti errori e peccati.
I credenti sono liberi perchè Gesù li ha redenti dal peccato e questa libertà va vissuta nell’amore e nel servizio; noi non abbiamo scelto Dio, è Dio che ha scelto noi. E poiché credere non è obbedire ma capire, ognuno deve poter leggere la Bibbia e poi scegliere di fare responsabilmente le proprie scelte, dalla politica alla vita personale. La Chiesa non deve dare ai credenti direttive da seguire, ma offrire loro la possibilità di agire con coerenza secondo lo spirito della parola di Dio.
La fede e le sue scelte non possono essere imposte a nessuno. Noi siamo credenti ma siamo convinti che l’unica strada sia quella della laicità dello stato in cui si rispettino tutte le convinzioni e non e che nessuno debba prevaricare sulle altre, “libera chiesa in libero stato”.
Maria è stata la madre di Gesù concepito in lei per opera dello Spirito Santo. Non crediamo però a tutti i dogmi della chiesa cattolica come quello della perpetua verginità, dell’immacolata concezione e dell’assunzione in cielo, perchè non hanno base biblica, anzi i Vangeli ci parlano di altri figli e figlie che lei ha avuto dopo Gesù e ci invitano a venerare solo Gesù, figlio di Dio e Dio egli stesso; per questo non la mettiamo sugli altari, ma resta nel nostro cuore come esempio per noi di ubbidienza a Dio.
La terra in cui viviamo ci è stata affidata e un giorno ci chiederà conto di come l’abbiamo trattata.
Le nostre chiese han scelto di destinare l’otto per mille esclusivamente per opere sociali, unamitarie o culturali in Italia o all’estero, non destiniamo neppure un euro alla predicazione nella chiesa, agli stipendi di pastori e delle pastore o agli edifici di culto che pensiamo debbano essere pagati dai membri delle nostre chiese esclusivamente.
Il primato del papa è rifiutato da tutte le chiese cristiane non cattoliche; pensiamo che la chiesa non abbia bisogno di un capo umano ma solo della sovranità di Cristo, che il papa sia il vescovo di Roma ma non gli riconosciamo l’autorità di essere il capo della chiesa o di rappresentare Cristo in terra.
Non mettiamo uomini o donne sugli altari, né li preghiamo poichè ci rivolgiamo direttamente a Gesù, l’unico mediatore; tutti i credenti sono santi in quanto persone “che Dio ha chiamato”; personaggi come san Francesco resteranno un esempio di fede, altri sono invenzioni leggendarie a cui non diamo importanza.
Crediamo che nessuno possa dettare leggi e comportamenti a persone che in piena libertà e rispetto reciproco decidano di avere dei rapporti; riteniamo che la sessualità vada esercvitata al meglio in una dimensione di amore reciproco intendendo anche responsabilità, progettualità e fedeltà.
Oggi la scienza può prolungare per decenni la vita di un uomo, anche se prigioniero di un corpo o di una mente che non danno più segni di vita; le nostre chiese, pur nel rispetto del comandamento “non uccidere” credono che non si possa condannare una persona ad anni di sofferenza e riconoscono che chiunque dovrebbe poter decidere sul termine della sua vita, ognuno dovrebbe poter chiedere di non essere tenuto in vita artificialmente tramite nutrizione, idratazione o respirazione forzata se ha espresso una volontà contraria a queste scelte.
Uomini e donne sono diversi come genere, uguali in dignità davanti a Dio e nella sua chiesa; a nessuno può essere preclusa una vocazione a causa del suo sesso; nessun servizio o ministero sono riservati esclusivamente a uomini o a donne.
Non ci appelliamo a regole morali assolute da imporre agli altri in campi personali come il controllo delle nascite, il fine vita, l’aborto o le scelte etiche, preferiamo pensare che ognuno di noi sia libero di fare le sue scelte in un rapporto diretto tra la sua coscienza e Dio.
Resurrezione non significa ritornare nel corpo che avevamo in questa vita, ma vivere una dimensione spirituale che ci permetterà di stare e gioire con Dio e con chi amiamo: morte come trasformazione, come dice Paolo saremo trasformati da realtà carnale a “corpo sipirituale”.

Gli Adelphi

Le cose non sono state così semplici come ve le ho raccontate
L’idea non originale dell’e-book mi è saltata come un eureka; c’era un mucchio di gente che lo aveva già fatto, ma non avevo mai pensato che avrei potuto farlo anche io. Misteri della mente! E quando e cosa te lo ha fatto venire in mente? Mi potreste chiedere mentre vi versate una tazzina di caffè? Vi rispondo come vi risponderei se fossi lì con voi una mattina prima di uscire di casa, quando ancora tutto è abbastanza fermo, prima del caos relazionale.
Mi ero accorta della presenza della Marticola sul mio pianerottolo dai colpi dello spazzolone alla mia porta. Succede spesso, ma quel colpo voleva dire qualcosa di più del solito  “sto pulendo accidenti”, diciamo che mi son lasciata andare ad interpretare che voleva dire qualcosa e non poteva certo suonare il campanello per farlo. Ho aperto, era mezza curva, ha girato solo la testa verso di me e, senza preamboli né convenevoli mi han detto a bruciapelo: “Interessano gli ultimi usciti Adelphi? Diciamo gli ultimi dieci?”. Le ho appoggiato lo spazzolone al muro  e l’ho presa per un braccio trascinandola  nell’ingresso. Precauzione eccessiva, gli altri abitanti del mio pianerottolo non mi destano proccupazioni al riguardo, ma era sicuramente un gesto istintivo, protettivo della bazza che mi stava per accadere. Ho chiuso la porta.
“Gliene sono arrivati doppi forse per uno sbaglio delle segretarie, bisogna fare presto”
“Quanto?”
“Lasci fare a me, ci parlo io con mia cognata”.
Sì, ma cosa c’entra tutto questo con l’uscita in e-book?
Sento che c’entra, perchè è dall’ennesima notizia della Marticola dai quartieri alti che tutto è partito, anche se non riesco ancora a spiegarmelo.

Telefono senza fili

Gli editori mi pressavano. Non so come, era filtrata la notizia che un mio romanzo intitolato “Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo” era terminato.

La signora Marticola, la donna che pulisce le scale nel mio condominio,  ha un fratello che ha sposato una che fa le pulizie a casa di un boss dell’editoria milanese. Non posso farvi il nome, ovviamente, è terrorizzato dall’idea che gli freghino la colf da sotto la montagna di manoscritti, dattiloscritti, internetscritti che dovrebbe leggere. So per certo che la sola loro visione gli da il voltastomaco, parola della sua colf. Quindi la notizia, come potete ben immaginare, è trapelata più velocemente ancora che su Internet. Sono arrivate richieste da varie parti; devo dire che la cosa mi ha lusingato non poco, ma ho deciso, una volta tanto, di non fare intorti; ho scelto la via più neutra. Vi chiederete come ha fatto la Marticola a sapere che ho scritto il romanzo: glielo ho detto io, lei adora davvero leggere e lo fa gratis. E le è piaciuto!

Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo: ecco l’ebook

Ed ecco svelato l’arcano.

Il mio romanzo Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo è acquistabile in formato ebook (mobi ed epub) nei principali bookstore italiani.

In un futuro prossimo, l’umanità attende l’impatto con il più grande asteroide che abbia mai colpito la Terra. I fatalisti si preparano con rassegnazione alla fine del mondo, gli ottimisti cercano di organizzarsi per sopportare l’impatto e sopravvivere. Su tutti incombe il conto alla rovescia che viene riproposto con agghiacciante precisione dai media.
Ma il problema più impellente del diciottenne Giorgio sono un padre violento ed una madre succube che gli avvelenano la vita. Vuole trovare un lavoro, terminare gli studi e andarsene da casa. Tutto sembra procedere per il meglio: viene assunto come dog sitter nella casa dell’ospitale e stravagante famiglia Baldi e coinvolto in un girotondo di vicende insolite e surreali. Purtroppo i tabelloni disseminati per tutta la città col conto alla rovescia ricordano l’inesorabile avvicinarsi dell’asteroide e di un destino che cambierà l’esistenza a tutti. Sarà realmente un tragico epilogo? Oppure si tratterà di un radicale nuovo inizio?

L’ebook è acqustabile nei seguenti bookstore:

Kindle Store di Amazon
Ultima Books
Libreria Rizzoli
bol.it
Bookrepublic
Ebookizzati
Webster
Mrebook
Omniabuk
Libreriauniversitaria.it
LaFeltrinelli
DEAstore
Hoepli  
University
Excalibooks
Cubolibri
9am

Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo 3

Il titolo Silenziosamente spicca il tuo volo è un principio espresso nell’antichissimo Libro del Sigillo del Cuore. Io l’ho trovato talmente poetico da renderlo il titolo di questo romanzo. Significa un’infinità di cose, tutte quelle che io ho cercato di esprimere, più tutte quelle che voi capirete leggendolo. Questa è la bellezza dello spirito che unisce tra loro i lettori, trasduttori viventi di energie, a loro volta uniti a tutti coloro che li hanno preceduti nei secoli, dacchè l’uomo ha acquisito la coscienza ed ha cominciato ad esprimere sentimenti, emozioni, opinioni.
Noi siamo portatori di forze che percepiamo se non in minima parte:  per questo le sottovalutiamo o le sprechiamo o le utilizziamo malamente. Dalla lettura si capirà come tutti i veri cambiamenti della coscienza dipendano dal cuore. “Silenziosamente…” parla di giovani ai vecchi e di vecchi ai giovani, ma anche di persone che avrebbero un’età matura e dalle quali ci si aspetterebbero comportamenti maturi che invece mancano, parla di animali “sapienti”; parla di un percorso unico per tutti,  che è anche la strada che ognuno di noi sta percorrendo, e del fatto che, pur essendo unica, la si può percorrere in mille modi diversi. Ci racconta anche della diversa reazione dei vari personaggi quando, nell’apparente banalità della vita quotidiana, si inserisce un elemento di rottura.
Come spesso accade nelle cose che scrivo, le simbologie sono presenti, ma non vanno ricercate rischiando così di perdere il piacere di leggere; simboli appariranno a ciascuno di voi quando meno ve lo aspettate ed in tempi diversi, più spesso dopo la prima lettura, mentre lo leggerete, ma anche nei sogni.
Il romanzo si presta così ad essere letto su più livelli: narrativo, metaforico ecc e chi più ne ha più ne metta. Sarete liberi di sbizzarrirvi nel condividere tutto quello che ha mosso nei vostri cuori e, forse, quello sarà veramente il momento più bello.

Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo 2

Il titolo completo del romanzo in ebook  è Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo.
Di chi si sta parlando? E chi sta rivolgendosi a chi?
Azzardiamo una risposta ornitologica…ad un airone cinerino? Magari….e chi parla agli aironi? Non dirmi, ancora un libro su san Francesco?
No.
Una risposta politica….ad un deputato disonesto intrallazzato? Forse, e chi gli dice una cosa del genere? Una talpa in questura?
No.
Una risposta liberatoria…ad un carcerato che da mesi ha preparato la sua evasione? E’ il suo compagno di cella che gli parla dopo aver deciso di non seguirlo nell’avventura?
No.
Una risposta laica…ad un marito che vuole scappare dalla moglie? E’ l’amico che lo consiglia?
No.
Una risposta da paura….lui deve essere operato ma ha una paura folle? E’ a se stesso che sta parlando, sta pensando di andarsene dall’ospedale prima che arrivino le solerti infermiere a prelevarlo?
No.
Una risposta sportiva…lei domattina farà il battesimo del volo in parapendio. L’istruttore offre al  di lei orecchio sinistro gli ultimi consigli?
No.
Una risposta di speranza….lui al risveglio spera ancora che qualcosa possa succedere. Lei, mentre fa gli scongiuri, anche.
No.
Niente di tutto questo. E’ un pensiero che pervade tutto il libro, un progetto di fuga da qualcosa che fa stare male, un percorso di crescita, un……..

Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo 1

Avvio del sondaggio interno intitolato: come ti predisporresti a vivere mentalmente, fisicamente, ..mente…, …ente sapendo che la fine del mondo sta per accadere davvero tra pochi mesi?
D’accordo, direte, ma la fine del mondo la stiamo vivendo già da un po’, con tutte le cose terribili che succedono qui e là su questa terra….sì, ma non è la stessa cosa, noi la vediamo attraverso la televisione, noi viviamo quello che la televisione ci fa vivere, oppure guardando un film sull’argomento, ma non è come se  fossimo realmente dentro a quell’evento, …magari ci potremmo anche immedesimare e rabbrividire, chissà.
Ho guardato una foto dallo spazio della nostra meravigliosa terra, così azzurrina, innocente, sospesa nell’aere come una palla marmorizzata lanciata in aria, pronta per essere raccolta; così amorevolmente spiata dai satelliti della NASA, della CIA, del KGB, dell’AISE, sì, pure il Mossad e quanto ce n’è, come una bambina nella culla, dunque cosa faremmo tutti noi piccoli omini brulicanti di scempiaggini o di sofisticate reti di pensiero?
Il romanzo che sta per uscire in ebook racconta di come un gruppetto di persone fantastiche affronta la venuta di un immenso meteorite che, naturalmente distruggerà la nostra cara, vecchia azzurrina. Ma prima di dirvi cosa ne faranno i protagonisti della notizia utilizzate il sondaggio e meditate.

Notizie che è meglio conoscere prima della lettura e prima di rispondere al sondaggio:

– per meditare sulla fine del mondo: mettetevi in piedi: davanti alla finestra o, data la stagione anche sul balcone: fate attenzione, i movimenti tellurici di avvicinamento all’evento potrebbero destabilizzarvi e deconcentrarvi e, comunque, non prendete in considerazione gli sbandamenti di accompagnamento (che comunque già si avvertono, so che i più recettivi tra di voi li hanno già notati); la “parola di fuga” sarà “labirintite”, per favore non parlate di “cervicale” potreste pentirvene: con ogni probabilità sarete cacciati dalle vostre case,  schiacciati dalle banalità che a grappoli precederanno l’arrivo della disgrazia

– fissate un punto davanti a voi, meglio con un solo occhio, se possibile non quello dominante, basta coi giochi di potere, in vista della fine, a che servono?

– alcuni di voi non sapranno scegliere quale punto fissare: guardate davanti con l’occhio non dominante: ci può essere un solo punto, bene, è quello. Fissate fissate fissateeeeeee, beneeee…non potete addormentarvi!….Non prima che vi abbia raccontato quello che succede prima, durante, forse anche dopo l’evento.

Ah, dimenticavo, il sondaggio è interno, nel senso di interiore, cioè fatti la domanda e risponditi, poi, se vuoi, condividila.

A presto.