Come trascorrerai la fine del mondo?

La Marticola continua il suo mini sondaggio perchè è troppo curiosa e chiede insistentemente a tutti come trascorreranno la fine del mondo ecc! A pensarci bene, proprio come si fa dopo Natale quando si chiede a tutti “Cosa fate a Capodanno?”. Il tutto perchè è terribilmente curiosa, l’ho già detto. Lo ha chiesto anche alla ex sarta, la signorina Nella Cocoscia del quarto piano fronte strada; stava sbattendo lo straccio della polvere alle otto del mattino, la Marticola appena ha visto la mano allungata e scarna che dall’alto sventolava lo straccio della polvere come un fazzoletto dal ponte del Titanic, senza preamboli le ha gridato la domanda. La Cocoscia è una bella donna,  raffinata, fisico da mannequin, come dice lei,  anche se, pare, abbia un po’ perso la testa; lo so che la parola signorina non si usa più, ma con lei non si può farne a meno, sarebbe come dire “Natale!” senza il “Buon” , è sempre stata “la sarta” o “la signorina”; beh stavo dicendo che lei ha confermato a mia nonna, che va da lei a prendere il tè alle 5 precise di ogni pomeriggio, che qualcuna delle sue amiche superstiti teme davvero che la terra si stia ribaltando. Lei sulle prime, l’aveva capita in senso metaforico, e ne aveva tutte le ragioni, ma loro insistevano, la terra si sarebbe ribaltata nel vero senso della parola. La parola “ribaltata” a Marticola ha fatto pensare alla ribaltina che la signorina ha nella camera da letto, quello strano mobiletto che una volta si usava come scrittoio e così si è affrettata a dirmi, con la mano davanti alla bocca, che contiene cassetti segreti  stracolmi di lettere compromettenti di un amoretto finito cinquant’anni prima; poi, togliendosi la mano dalla bocca,  continua dicendo che la signorina ha cercato di sforzarsi a immaginare cosa volesse dire davvero una rivoluzione del genere. Alla fine si sono messe tutte a discutere, quasi a litigare ed hanno concluso che sarà quel che sarà. Sagge donne! Solo due punti sono rimasti irrisolti: il primo è la confusione e l’allarmismo dei media al solo scopo di vendere e non di raccontare la verità delle cose come invece sarebbe loro dovere fare; il secondo è che, a causa del capovolgimento della terra,  a) come avrebbero fatto a tenere le gonne abbassate, b) come avrebbero potuto trascorrere il Natale a Ferragosto! La signorina Cocoscia, che è una donna pratica e di mondo, ha pensato alla soluzione: a) pantaloni, rigorosamente, sempre b) viaggi nell’altro emisfero per le feste!

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Due Mani di Bianco

Dopo aver abbandonato il Bussi con la canna dell’acqua in mano mi è corsa incontro una Marticola sorridente “Novità, la famiglia entra nel mondo dell’editoria!”, “che è successo?” le ho chiesto fingendo sorpresa” e lei “Cammela sta scrivendo un libro!”. Sono abituata a tutto, ormai, credo, e la cosa mi ha solo un po’ inquietata. Direte che questo è razzismo intellettuale, Cammela, la cognata di Marticola fa la donna delle pulizie, anzi la colf (aggiungo che il marito fa lo spazzino comunale ora operatore ecologico) ma, tant’è che sbarro gli occhi attenta. “Sa come lo ha deciso?”
“Ha scoperto qualità artistiche dopo un corso di Conosci te stesso/a?”
“Ma nooo” era sul passante e aspettava il metro quando vede appoggiato al bidone della spazzatura verde un libro, lo sa è pane suo, lei maneggia libri tutti i giorni, lo sa a casa di chi lavora, no? Ecco, lo prende e sa che libro era? Quello con le sfumature che ha venduto un casino. Ne aveva sentito parlare talmente tanto a casa del suo boss che ha colto l’occasione e se l’è preso. Lo ha letto tutto d’un fiato e poi mi ha chiamata”. Nel frattempo si era avvicinato a noi Cimiteri l’intellettuale del condominio: alto, elegantissimo, camminando a passi felpati era arrivato al nostro gruppetto di soppiatto e  ascoltava Marticola divertito
“Sai che ti dico? Adesso lo scrivo anch’io un libro così!” ha continuato Marticola ignorando il nuovo arrivo, e io le ho detto “Cammela, ma lascia perdere farai ridere” e lei quasi offesa “Non ti permetto di parlarmi così, se non lo hai neanche letto; so anche cosa scrivere…”. La  Marticola era un po’ agitata mentre mi parlava e poi “Lo sa? Ha anche già trovato il titolo”. Anche Cimiteri si era spostato e adesso stava decisamente tra noi
“Ah davvero?”
“Certo, non so se è adatto ma Cammela era così sicura…”
“dica…” la incito curiosa
“Lo leggerò volentieri…dica Marticola, coraggio” aggiunge Cimiteri
Nonostante le perplessità Marticola trionfante annuncia: “Due mani di bianco”.

Gay?

Fino al sedici del mese il Condominio era pervaso di silenzio, il freddo, fino a che non si accende il riscaldamento centrale, irrigidisce anche le parole. Qualche voce l’ho sentita su per le scale, era la Tartolone che si lamentava che non le si asciugava la roba; non che non mi faccia i fatti miei, ma nel lamento ci aveva aggiunto, e non so il nesso, un ragionamento con dentro la parola gay: mi si sono drizzate le orecchie. Come a tutti, no? Adesso tutti sanno cosa significhi questa parola e la pronunciano con una certa sicurezza, mentre la parola omosessuale è già più difficile da dire. E’ decisamente una parola più impegnativa sia a dirla che ad ascoltarla direttamente; in televisione è già diverso, la ascolti con una certa tranquillità, quasi come a dire “ma chissà cosa mi stan per dire…” in tivù sa di pruderie, è concessa. Comunque dalle mie parti non la si sente spesso. Mia nonna, la prima volta che la pronunciò, lo fece alla sua maniera. Ora, non so se si è capito, mia nonna è una sveglia, lo fece riferendosi ad un attore che aveva sempre adorato, un attore americano il cui nome faceva tipo Rock Hudson: lasciandomi a bocca aperta mi disse con un sospiro : “questo attore per me è decisamente un “uomo sessuale!”. Me la ricordo ancora, tirava su del tè nero dalla tazza di porcellana che le avevo fregato qualche anno prima, ma non se ne era accorta. Io me ne ero accorta mentre lei aspirava voluttuosamente la bevanda ristoratrice, ma era troppo tardi, conveniva far finta di niente. Quella volta Rock Hudson mi salvò. Ora, a pensarci bene,  quale nome da una maggiore idea di mascolinità di un nome come Rock, sentite come arrotola la erre, direi come raspa? E di Hudson che mi dite? E’ un gran fiume; le due parole assieme mi dan l’idea  della forza e dell’impeto. Fu nel periodo in cui era doveroso cercare l’omosessuale tra noi (o che è in noi?),  che si era sparsa la notizia che lui lo era. A mia nonna, per forza di cose, la notizia deve essere giunta, è troppo curiosa, legge, si informa, ma credo che la sua passione abbia trasformato un off limit affettivo per lei in un rinforzo ulteriore  di quello in cui credeva e da omosessuale è stato trasformato in un uomo sessuale. Naturalmente, amici omosessuali, non vogliatemene, essere omosessuale non esclude a priori il non essere un uomo sessuale, naturalmente, ma in quel caso, almeno per lei, era decisamente una sicurezza. Per tornare sulle scale del terzo piano, la conversazione, come al solito con Marticola, si era spostata su piani alti: la Tartolone col suo vocione decretava: “Sono contraria all’adozione dei gay!” Fate conto che erano le otto di mattina di un giorno di pioggia eppure la Marticola, inpugnando lo spazzolone le ha risposto: “ Ma poverini! Perchè privarli dei genitori!”. La porta di casa Tortolone si è chiusa e nelle scale è ripiombato il silenzio.

Non Confondeteli per Favore

Ero davvero stordita dall’attenzione che aveva accompagnato un romanzo noir, a mio dire fascinoso, di cui vi parlerò a suo tempo, sì, stordita sarebbe la parola giusta; fu per questo motivo che, mentre mi facevo degli Adelphi di contrabbando, scrivevo il mio romanzetto visionario “Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo” e lo buttavo nel mondo.
Ogni giorno la Marticola mi chiedeva se la notte precedente avevo scritto qualcosa e, se le rispondevo di no, mi guardava un po’ male. Era come se gliela dovessi una risposta positiva, a tutti i costi. Sulle prime mi sentivo anche infastidita, dopo tutto è meglio sentirsi liberi se si scrive, i grandi scrittori hanno le case editrici che li pressano, io avevo la donna delle pulizie del condominio dove abito.
Sapete cosa vi dico? Che col tempo, mattina dopo mattina, ho imparato ad apprezzare quell’interessamento al mio lavoro, mi lusingava addirittura. Un giorno la signora Ferranti, che sta sempre affacciata al balcone nella bella stagione, mentre cercavo invano le chiavi di casa davanti al cancelletto d’entrata, mi ha chiesto a bruciapelo: “Ma di cosa parla il suo libro? Parla mica di noi, vero?” e ancora prima che le rispondessi “la Marticola ha detto che ci siamo dentro tutti…senta, faccia il piacere, scriva che il Bussi deve smetterla di sbattere le porte e di fischiare in cortile”. Ero allibita, confondere il mio romanzo visionario con un avviso di assemblea condominiale. Confesso che la cosa mi ha tanto offeso che non l’ho più salutata come prima. E poi il Bussi è il più simpatico, si fa solo i fatti suoi ed è un cuor contento, fischia, sì e gli piace. A lui sì che si potrebbe dedicare “Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo”!