Fiori Fatati

timoUna esperienza intensa è quella di andar per boschi, su per i monti. Ad una certa altura sui pendii potete trovare una pianta a me molto cara che si chiama timo odoroso. Prendete poche foglie ed annusatele. Io la amo perchè mi ricorda vagamente il profumo di origano fresco con cui cospargevamo la pizza tirata a mano impastata col lievito di birra. In effetti non c’entra assolutamente niente, ma le connessioni olfattive sono queste, vedete voi.
Anticamente era il timo che alimentava la fiamma dei sacrifici più antichi, i “nephalia”.
Si dice che sia amato dalle fate e se volete incontrarle dovete fare un infuso con le sue infiorescenze, ma non portate l’infuso dentro casa, potrebbe essere pericoloso; il fiore è ricercato dalle api operose che producono da esso un delizioso miele, di timo, appunto.
Immaginate questo: una donna tiene nella mano destra un ramo di timo sul quale vola un’ape e nella mano sinistra un ramo di mandorlo insieme con un ramo di gelso, ai suoi piedi c’è un gallo che ruspa. Plutarco collega questa pianta agli uomini generosi che dall’austerità traggono vantaggi: il mandorlo avvinto al gelso significano che la persona diligente non può svolgere di fretta il suo lavoro ma deve coniugare operosità e pazienza secondo il motto “festina lente” rappresentato dal mandorlo, primo albero che fiorisce e dal gelso, l’ultimo a fiorire; il gallo che ruspa lo fa perchè deve trovare ciò che cerca e nel farlo discerne ciò che è utile da ciò che non lo è. Nel Medio Evo le dame, per favorire la virtù della Diligenza nei loro cavalieri, donavano loro una sciarpa su cui era ricamata un’ape che volava attorno ad un ramoscello di timo. Nel linguaggio dei fiori il timo simboleggia l’operosità e l’amore duraturo.
Dunque a tutti un “festina lente” nella più piovosa delle estati!

L’Amore È Tutto: è tutto ciò che so dell’Amore di Michela Marzano- recensione

l'amore è tuttoMi colpiscono la leggerezza, la sintesi, il verbalizzare temi densi con un fare che avverto sempre, comunque, distaccato dei pensieri a lungo processati, una spinta interiore a tenere la passione a bada; perchè quella c’è, e come, altrimenti perchè scrivere un libro sull’Amore? “L’altro ha il diritto di non darci quello che vorremmo ricevere”, per esempio. Tutto ciò richiede coerenza e consapevolezza. Le finzioni che ci portiamo dentro, gli inganni che ci raccontiamo quando vogliamo far star dentro quella persona in un contenitore troppo piccolo e diciamo, o che è ingrassato, o che ci han propinato il contenitore sbagliato. Noi, invece, non sbagliamo mai perchè abbiamo il diritto/dovere di aspettarci che l’altro sia quello tagliato su misura per noi, una specie di tuta da sub che non faccia più passare il freddo dell’inverno, che noi si possa abitare con pienezza, cerchiamo una figura aderente! Non c’è. “Inizia solo quando la smettiamo di chiedere all’altro di darci quello che ci manca”. L’Amore è un anelito, un respiro “fatto di tutto quello che ci tiene in vita e che non si ha, che si invoca e si maledice, che si perde da quando si è nati e che si spera fino alla fine”.

Di tanto in tanto piccoli sprazzi di vita quotidiana, la sua vita di ogni giorno, la nostra vita di ogni giorno, i nostri pensieri non detti, sempre. L’altro giorno un giovane uomo, parlandomi della sua relazione in crisi, mi ha detto tranquillo “In fondo sono ormai cinque anni che stiamo insieme”, eccolo l’amore liquido di Zygmund Bauman citato da Marzano. E il nostro bisogno d’amore è eterno. Come si conciliano le due cose?
Per amare davvero, se davvero vogliamo amare, dobbiamo smetterla di pretendere dalla persona che amiamo il potere di riparare la nostra esistenza. Ma noi non vogliamo rassegnarci a questo, il nostro spirito si ribella e ogni tanto si quieta, ma solo per stanchezza, per dire, come Michela Marzano,
“in questi giorni non la smette di piovere a Parigi”.