Un Matrimonio in Provincia di Marchesa Colombi – Recensione

Romanzo delizioso, Un Matrimonio in Provincia di Marchesa Colombi che, come dice Natalia Ginsburg nella presentazione,  lei stessa lesse e rilesse innumerevoli volte tra i sette e i quattordici anni. Eppure non lo trovava bellissimo: rileggeva la copia rivestita di carta da droghiere in segreto, ne ricordava ogni particolare e le frasi a memoria del tutto involontariamente. Il romanzo è ambientato a Novara e racconta le peripezie di una bella ragazza per “accasarsi bene”. Dopo molti anni la scrittrice lo rilesse e vi ritrovò la sua infanzia, sapeva che quando pensava a scrivere romanzi li ambientava in quella stessa luce invernale che aveva trovato nell’amato romanzo; ne parla perchè lo considera “il” suo libro dell’infanzia,  quello che da bambini, noi che amiamo leggere, abbiamo avuto e “perlustrato in ogni suo angolo”. E’ vero, c’è stato un libro nella nostra età giovanile o anche più libri, che hanno colorato silenzi e alleggerito il cuore, questo romanzo lo è stato per Natalia Ginsburg.
Ritengo che, al di là della storia che si snoda negli anni dall’infanzia all’età matura della protagonista, varrebbe ancor più la pena di leggerlo per la prefazione della Ginsburg. Con lei entrate senza perifrasi in quel mondo infantile fatto di ore silenziose immersi nella lettura, lontano dagli affanni altrui, nella atmosfera che cattura perchè necessariamente riporta sprazzi della tua vita, della tua casa, del “lessico famigliare” che risuona nelle stanze. Ore misteriose nelle quali le voci ti chiamano e tu non rispondi, finchè senti  qualcuno dire “Non disturbare, sta leggendo” e ti rituffi con un sospiro di sollievo nell’infinito mondo.

Annunci