Viaggi postumi di Omar Lopez Mato – Recensione (e racconto)

Ho trovato il signor Commestini, padre della signora Commestini in Tartolone, nonché marito della abnorme Cornelia Maruzzella, madre a sua volta della signora Commestini in Tartolone, che già conoscete, seduto sui gradini di marmo della scala A. Leggeva lentamente e a voce relativamente bassa al signor Gargoglia degli epitaffi assolutamente deliziosi che mi son voluta copiare per divulgarli; ad ogni epitaffio scoppiavano a ridere come due bambini,  erano assolutamente felici, se pensate che in due fanno almeno centosessant’anni…
“State un po’ a sentire:  Io l’avevo detto che non mi sentivo bene”.
“L’operazione alla prostata è stata un successo, non ho più bisogno di alzarmi a urinare”.
Il fatto è che il signor Gargoglia ha sepolto la moglie da circa un paio d’anni scarsi, lei non gli permetteva di stare in casa con la scusa che “sporcava” ;  il signor Commestini ha una moglie che tuttora lo subissa d’improperi per un nonnulla e anche  lui sta sempre fuori dall’appartamento per non sentirla. I due sfrattati, uno per abitudine e l’altro per necessità, nonostante la situazione spiacevole per entrambi,  si trovano spesso a chiacchierare e si divertono insieme, per non parlare di quando han letto gli epitaffi sulle mogli.
“Qui giaci e fai bene! Riposa tu che riposo anch’io”.
“Signore, accoglila con la stessa allegria con cui io te la mando.”
“Qui giace mia moglie, fredda come sempre.”
Accanto a loro anche le risate del piccolo drappello di gente che, come me, nel frattempo, si era fermata ad ascoltare. Nel bel mezzo della risata più sonora, è apparsa dal nulla la signora Cornelia infuriata, ha strappato letteralmente di mano il libro al marito e gli ha letto ad alta voce, direi gridando “ Qui giace mio marito, finalmente rigido!”
A quel punto gli ha gettato in mezzo all’androne il libro tra le nostre risate e  si è allontanata borbottando.
Sono corsa a raccattarlo, si intitola Viaggi postumi ed è di Omar Lopez Mato, parla delle avventure post mortem di personaggi famosi come Chaplin, Che Guevara, Moliere e tanti altri.
Commestini, ancora con le lacrime agli occhi, ci ha guardati uno ad uno negli occhi e ci ha chiesto “Chi mi ospita per la notte?” altra risata, peccato non potermi fermare ancora.