Ares

ARES“Ares era figlio di Era ed era nato senza partecipazione paterna, dall’ira di lei; non era amato da Zeus perchè si dilettava solo di contese e combattimenti. Era pregò Gea, sorgente di vita, che le diede una pianta il cui contatto rendeva fecondità agli sterili, la dea toccò la pianta e si ritirò incinta nella Tracia.
Afrodite avrebbe tradito suo marito Efesto con Ares e da questa unione nacque Armonia la “unificatrice” che sposò Cadmo uccisore del dragone e fondatore di Tebe; altri figli della coppia Ares-Afrodite furono Fobo “Paura” e Deimos “Spavento”, Eros “Amore” e Anteros “Amore Ricambiato”. Nel lago Stinfalo ragazze dai piedi di uccelli, sirene mortifere della palude che si nutrivano di carne umana, si diceva fossero uccelli allevati da Ares; ed anche Diomede uno dei più terribili dei della morte, era figlio di Ares, così come lo era Ippolita, dea delle Amazzoni.
Giovane dio possente, non era molto amato né dagli uomini né dagli dei. La differenza maggiore tra gli dei delle due mitologie mediterranee è proprio nella figura di Ares e di Marte: Ares estremamente aggressivo, furioso, urlante e senza remore, Marte addirittura rappresentato come un dio seduto e meditativo”….
In Astrologia Marte rappresenta la forza vitale. Il pianeta Marte accompagna Plutone e insieme rappresentano le recisioni che nella vita occorre operare. Marte è accanto al Sole e con Saturno rappresenta il sistema immunitario, nel tema natale la posizione di Marte ci dice come ci siamo difesi e come anche incanalare la nostra aggressività”.
Parliamone cari amici
Così si concludeva il foglio di presentazione.
Quel giorno, durante la riunione, si era scatenato un potente temporale, le scariche d’acqua minacciavano di invadere l’androne e il gruppo, ormai abbastanza folto, si era spostato verso il centro, il cielo si era oscurato tranne i lampi inquietanti che annunciavano il boato dei tuoni; per questo la registrazione non è delle migliori.
Ramazzotti era appena rientrato dal mare ma non aveva potuto fare a meno di fermarsi, con le borse nell’androne è intervenuto: “Vi dico la mia e poi scappo senò mia moglie…si può pensare che il popolo romano essendo un popolo essenzialmente combattente e strategico abbia individuato in questo dio un suo possibile protettore riproducendolo e tramandandocelo nel suo aspetto buono, una specie di fautore della “guerra preventiva”, come dire diamo una immagine accettabile a tutti, intellettualizziamo il concetto così lo accettano anche i pacifisti, magari”
“Vorrebbe dire che gli hanno smussato gli spigoli per dare al popolo una immagine diversa di questo dio che forse era quello che maggiormente li rappresentava? Certo è un’idea! ” gli ha fatto eco Agata Storti e subito Maruzzella, come seguendo un pensiero suo, si mette a dire che le guerre sono una cosa brutta, che bisogna parlare per spianare le cose ecc ecc… Al che tutti l’han guardata sbalorditi e la Ferranti, che non sta mai zitta “Proprio tu parli? Ti ho vista sai, mi sembri proprio una seguace di Ares, non che mi disturbi, ma quella volta che hai cacciato il marocchino dalla cantina sei stata proprio una figlia di Ares!”
“Ecco, allora quando mi fa arrabbiare e urla come una ossessa le dirò “figlia di Ares!” ha sussurrato Commestini a Gargoglia, che ha annuito sorridendo tra i lampi
“No, dica pure anche a noi” ha detto la nonna rivolta a Commestini e lui, un po’ vergognoso ha ripetuto a mezza voce “Figlia di Ares!” e un po’ tra i denti “che te possino…”
Gargoglia è scoppiato a ridere e così anche il resto dell’assemblea. Solo lo sguardo della Maruzzella brillava nel buio fissando il marito.

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